.
Annunci online

Santilli [ La democrazia delle idee ]
 




IPSE DIXIT

Robert F. Kennedy
"Alcuni uomini vedono le cose per quello che sono state e ne spiegano il perchè. Io sogno cose che ancora devono venire e mi chiedo: perchè no."

Alcide De Gasperi
"Un politico guarda alle prossime elezioni. Uno statista guarda alla prossima generazione."


Claes in "L'Apprendista delle Fiandre" di D. Dunnett
"Sarete sorpresa signora. Penso di aver paura del ridicolo."


STO LEGGENDO:

Il resto di niente  di Enzo Striano

La misura del mondo di Daniel Kehlmann


VI CONSIGLIO

L'apprendista delle Fiandre  Dorothy Dunnett

Piazza Fontana. La verità su una strageLaurent Frederic, Calvi Fabrizio

Sovranità limitata. Storia dell'eversione atlantica in Italia. Cipriani Antonio e Gianni

Il partito del golpe  Gianni Flamini.

Gomorra  Roberto Saviano


I  MIEI  LINK


Parito Democratico Roma


Laicità e Civismo 


Obama Italian Supporters

Kilombo

Archivio '900

Dalla publbicità alla cultura


Gianluca Santilli web site


Barack Obama


Libera


4 ottobre 2010


L'UNITA' E' UN GIORNALE ANCORA LIBERO? ASPETTIAMO RISPOSTE CHIARE

L'Unita' e' un giornale ancora libero? Aspettiamo risposte chiare. Di Gianluca Santilli

Ci ho pensato qualche giorno, per far sbollire la rabbia. E adesso che sono calmo e lucido voglio dire, con grande fermezza e grande amarezza, che l'Unità mi ha profondamente deluso. Da lettore, diffusore e sostenitore dell'Unità sono amareggiato e mi sento raggirato. E voglio chiedere al direttore e a chi mi può rispondere: l'Unità è un giornale veramente libero? O è pronto a piegare la testa al primo stormir di foglie e non è differente da quei giornalisti e quelle testate che si ingonocchiano al potente di turno per convenienza e paura?

Voglio raccontare una storia sgradevole, ma non dirò una sola virgola che non sia vera. Allora, all'indomani della comparsa in scena di questo oscuro Lavitola ed essendomi da sempre molto interessato, come è noto a tutti, delle vicende della cosiddetta P3 e di una parte dell'editoria che sta seguendo logiche poco chiare e trasparenti, ho messo giù una serie di appunti sulle connessioni tra Lavitola, Bisignani, la Santanché, il gruppo Farina e Iannuzzi. Ossia su quelle persone che Repubblica ha definito il gruppo di piazza Mignanelli. L'Unità ha scritto un articolo su quell'argomento con notizie che a me risultavano da tempo, ossia affrontando proprio l'argomento del gruppo di piazza Mignanelli. E fin qui tutto bene. L'Unità è un giornale che si è sempre opposto ai poteri forti ed è in prima fila nel denunciare il potere berlusconiano e i suoi accoliti.
Ma il giorno dopo che vedo? Una intervista a tutta pagina a Mario Farina che più che una intervista era una sbrodolatura inginocchiata con un giornalista ossequioso che nemmeno quando uno del Tg4 intervista Galliani o un papavero di Forza Italia. Parliamo di Mario Farina, l'amico del piduista Bisignani, fratello di Vittorio, socio nella Ilte di Bisignani stesso; parliamo di Mario Farina, il destinatario di una interrogazione al vetriolo del Pd, per i suoi metodi. Riposto l'interrogazione parlamentare, così ognuno può leggere con i propri occhi.
E l'Unità delle battaglie "democratiche" che fa? Un paginone elogiativo di Farina. E la cosa più pesante è che nell'intervista al tipo viene consentito di dire ogni amentià senza contraddittorio e senza che il giornalista sia in grado di smentire le castronerie.
Tra le tante cose Farina dice che la Santanché, padrona di Visibilia che ha la concessionaria di pubblicità per Giornale, Libero, Dnews e Metro etc., al momento non segue la sua società "per deontologia" essendo membro del governo. E l'Unità zitta e pubblica. Ma non lo sanno che ci sono due interrogazioni parlamentari proprio su questo? Non lo sanno all'Unità che il Berlusconi una sera ha chiamato a cena un gruppo di imprenditori chiedendo di investire su Visibilia? Non hanno letto l'interrogazione del Pd dove si dice che anche Farina era a quella cena? No. Si potevano informare e chiedere lumi sulla "deontologia". Ma nulla. Lavitola? Diventa un semplice "cliente" della tipografia. Quanto ai rapporti con la Ilte di Vittorio Farina, il fratello Mario dice che lui non ne ha nemmeno una azione. Ed è vero. Quindi, per coerenza, se questo tipo di spiegazioni formali vanno bene, l'Unità dovrebbe smetterla di rompere le palle a Berlusconi per le campagne del Giornale, perchè il giornale è di Paolo, non di Silvio.
Ma all'Unità in versione inginocchiata la storia dei fratelli separati e indipendenti l'uno dall'altro va bene. Piccolo particolare: conosco un sacco di persone. Ma proprio tante. E proprio pochi giorni fa mi è capitato di incontrare una giornalista che a suo tempo era stata a piazza Mignanelli dove era stata organizzata la conferenza stampa di presentazione dell'inserto di satira di Dnews. Aveva letto un po' di cose uscite sui giornali e mi ha detto: ma sai che lì penso di esserci stata? E come mai se i fratelli Farina manco si conoscono, le iniziative di Dnews si tenevano a piazza Mignanelli? Ancora: nel finale dell'intervista (chiamiamola così?) a quel Farina si fa dire, più o meno, che il mondo dell'informazione dovrebbe avere riconoscenza per lui che rilancia con un settimanale in un momento di crisi. Ci vuole un bel coraggio a pubblicare quelle frasi senza un minimo di reazione. Bastava chiedere a Farina: quante persone sono state assunte per il settimanale? Quanti giornalisti? Quanti ve lo immaginate... in compenso Farina ha appena chiuso le edizioni di Bergamo e Verona di Dnews, così da qui a poco qualche giornalista resterà a spasso, al pari di diversi collaboratori. E l'Unità fa passare l'autoincensamento di Farina.
Ora mi rivolgo non alla direzione, ma alla redazione. Voi state lottando contro la chiusura delle edizioni di Firenze e Bologna; ci sono vostri colleghi che resteranno a spasso. Tutti noi siamo al vostro fianco, per quanto possiamo. Ma vi pare possibile che il giornale in cui lavorate pubblica le celebrazioni di un editore che ha appena fatto quello che stanno per fare a voi? Avesse detto: apro un settimanale e ci faccio lavorare i giornalisti tagliati nelle altre mie testate, avrei capito. Ma col cavolo. E l'Unità lo incensa pure!!! E poi un'altra cosa: dopo l'ultima crisi l'Unità è stata generosamente sostenuta dalla Cgil che ha investito centinaia di migliaia di euro. Soldi della Cgil, ossia dei pensionati e dei lavoratori. Soldi di gente che fa fatica ad arrivare alla fine del mese.
Da un punto di vista della coerenza e dell'etica, mi domando e vi domando, è stato un bel gesto celebrare una persona che è amministratore di una società, la Mag editoriale, che solo poco tempo orsono - guardatevi sempre l'interrogazione del Pd - è stata condannata per comportamento anti-sindacale? Cosa dovrebbero pensare gli iscritti alla Cgil che vi sostengono? Cosa dovrebbero pensare coloro che vi sostengono con il finanziamento pubblico? Cosa dobbiamo pensare noi che organizziamo le Feste dell'Unità e facciamo battaglie politiche perché il nome della testata non venga cancellato?
Quello che è successo non lo so, anche se lo immagino. Alcuni dicono che Farina abbia minacciato querele; altri dicono che abbia minacciato di non stampare più il giornale, visto che l'Unità si stampa da lui e magari c'è anche qualche debito. Non lo so. Però penso due cose: querela? Bene.  Avrebbe dovuto dimostrare in tribunale quello che ha raccontato a voi senza contraddittorio. Ma l'Unità avrebbe potuto chiamare come testimoni, magistrati, finanzieri, poliziotti, carabinieri, sindacalisti, giornalisti, parlamentari e al dibattimento vi sareste divertiti. Nel caso del ricatto economico, avreste dovuto tenere la schiena dritta. Se l'Unità non è in grado di fare l'Unità getti la spugna. Ma siccome io conosco tanti bravi e validi giornalisti dell'Unità e sono al loro fianco nella lotta per difendere il posto di lavoro, penso che sia il gruppo dirigente - e non mi riferisco solo ai giornslisti - a non essere all'altezza del ruolo.  Ci sarebbero molte altre cose da dire. Ma siccome penso che siano in arrivo altri provvedimenti giudiziari ed altre interrogazioni mi fermo qui.
Ma vorrei fare 3 domande al direttore dell'Unità: 1 - Avete subito pressioni per pubblicare l'intervista a Mario Farina? E quali? Oppure è stata una libera scelta editoriale quella di promuovere l'immagine di una persona che ha appena chiuso due edizioni di Dnews ed amministra una società appena condannata per comportamento antisindacale?
2 - E' vero che Virginia Lori non esiste, ma è uno pseudonimo messo a bella posta perché nessun giornalista si è sentito di mettere la faccia su quell'intervista?
3 - Non vi sentite in imbarazzo nei confronti della Cgil, dei tanti militanti che vi sostengono ancora perché credono e vogliono che l'Unità sia un giornale davvero libero che non siinginocchia mai e respinge al mittente qualsiasi tipo di pressione?

Io sono amareggiato e deluso. A mia memoria non mi ricordo una roba simile. E ho poi dimenticato: Io Spio è un settimanale innocente, si dice. Certo. Il gossip è sempre "innocente". Peccato che si sia un divario tra quello che il "gossip" raccoglie e quello che viene pubblicato. Ci hanno appena fatto un processo a Corona su questo. Non lo sapete? "Virginia Lori" non se ne è accorta? Quanto ad Alan Fiordelmondo e alla Spyone, fatevi una ricerchina su google e date un'occhiata ai documenti dei vari procedimenti aperti su Vallettopoli. Vedrete che è un covo di "mammole". Giusto? E allora, per coerenza, schieratevi con Giuliano Ferrara che dice che tutto è una truffa della magistratura...
 


23 dicembre 2008


AUGURI!

Auguro a tutti voi di trascorrere delle buone Feste, di riposarvi, di ritemprarvi, di dedicare un po' di tempo alla mente e al pensiero e di ritornare poi al lavoro sereni, rilassati e ritemprati.

AUGURI!


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. auguri natale capodanno roma santilli

permalink | inviato da Gianluca Santilli il 23/12/2008 alle 16:29 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


3 dicembre 2008


Siamo tornati... con un po' di nostalgia...

 




permalink | inviato da Gianluca Santilli il 3/12/2008 alle 11:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


22 novembre 2008


SHARM, STIAMO ARRIVANDO

Domattina si parte... Una settimana per riposarci, per ritemprarci, in un posto che, per dirla alla Erri De Luca, sia una conchiglia, dove il mare che si solleva è il muscolo che la chiude e la sigilla.


5 novembre 2008


Oggi si può...Obama Presidente degli Stati Uniti d'America

Ricordo quando nel 2006 inizia a credere nella sua possibilità di migliorare un Paese... era poco più che sconosciuto, mi ispirava fiducia ed il suo slancio verso il cambiamento, il rinnovamento era per me motivo di sprone.
Mi affiliai al suo gruppo per le Primarie quando tutti credevano che la Clinton lo avrebbe stracciato.
Mi entusiasmava tanto che Isabella Peurgini mi regalò un suo libro, "L'audacia della speranza".
Ed ora eccolo qui... Ieri ha scritto la pagina del Paese più importante del mondo.
Adesso sta a noi lavorare perchè ciò sia possibile anche in Italia.


31 ottobre 2008


DALLA PERIFERIA DELLE PERIFERIE DELL'IMPERO - TE LA DIAMO NOI L'AMERICA...

Le politiche culturali del Municipio Roma 6 organizzano un evento in occasione dell'Election Night statunitense.
Di seguito i dettagli:

Organizzatore::
Politiche Culturali del Municipio Roma 6
 
Election Night
Ora e luogo
Inizio:
martedì 4 novembre 2008 alle ore 21.35
Fine:
mercoledì 5 novembre 2008 alle ore 6.00
Luogo:
Nuovo Cinema Aquila
Indirizzo:
Via Aquila 70
Città/Paese:
Rome, Italy
 
 
Info di contatto
Telefono:
3382341119
E-mail:

Descrizione

ELECTION DAY
Per le elezioni americane, diretta TV in sala 1, dibattiti, incontri, collegamenti via satellite e via Internet, film a tema in sala 2 e 3
Snack e aperitivi nel foyer
Giornalisti, politici, intellettuali, politologi, dibattiti a tutto campo.

                                                             PARTECIPERANNO:

Gianni Cipriani, Umberto Croppi, Stefano Menichini, Angelo Figorilli, Giampiero Gamaleri, Antonio Buonfiglio, Stefano Disegni,  Rosa Calipari, Paolo Gentiloni, Francesco Rutelli, Franco Grillini, Alfredo Antoniozzi, Claudio Sabelli Fioretti, Riccardo Milana, Umberto Marroni, Mario Mei,  Massimiliano Valeriani, Antonio Stampete, Luca Lo Bianco, Federico Mollicone,  Giuliana Sgrena, Andrea Bernardo, Alessandro Sterpa,  Giammarco Palmieri, Gianluca Santilli, Guido Morandini,  Andrea Casu, Luciano Nobili, Andrea Bernardi





12 ottobre 2008


SULLA LINGUA ITALIANA

Mi sono stancato un po’ a scrivere sempre di politica. In politica le parole tue sono uguali a quelle di tutti. Fanno dichiarazioni o discorsi anche dei semi analfabeti.  Ho visto dei documenti inenarrabili...
Quindi ho deciso di dedicarmi almeno a tratti a qualcosa che mi diverta un po’, che solletichi la mia testa. Oggi vorrei parlare della nostra lingua… si, la lingua italiana, che mi appare tanto bistrattata.

L’assenza di regole nel nostro Paese si fa sentire un po’ in tutti i momenti della vita quotidiana. Anche la lingua, da sempre nel dominio delle regole, ne risente. Regole sintattiche, grammaticali, sull’uso dei congiuntivi e mille altre, si sono sciolte come neve al sole. Posso comprendere quando si parla in una chat o nelle e-mail ove frequentemente si usano le contrazioni o delle abbreviazioni, ma che nei normali discorsi ormai si parli uno slang e la lingua venga violentata ad ogni piè sospinto davvero non lo gradisco.

Quello che più mi infastidisce è l’uso dei congiuntivi, quello dei superlativi assoluti e dei vezzeggiativi.
Ma siamo in due campi diversi: l’errato uso del congiuntivo deriva da una ignoranza diffusa sull’uso di questo modo. Infatti il congiuntivo presente viene spesso sostituito dall’indicativo presente così come l’imperfetto. Oppure il suo trascurato uso nella secondaria quando nella primaria vi siano dei verbi che indichino insicurezza o il pensare. E questa è ignoranza.

L’uso dei superlativi e dei vezzeggiativi è invece dilagato ed assume forme talmente evidenti da risultare veramente fastidiose (almeno per me).

A scuola (quella vera, ante Gelmini-Moratti e company) mi insegnarono a farne un uso parsimonioso : bellissimo era “il più bello di tutti”, grandissimo era “il più grande di tutti”.
Ora pare che se non si usi uno di questi aggettivi rafforzati di grado, non si possa definire bene una persona o una cosa.
Così ogni giornata diventa bellissima, ogni uomo bellissimo o coltissimo e così via.
Il bello viene con i vezzeggiativi: “un attimino” è quello che più mi infastidisce, ma “un minutino” è davvero tremendo.

Ieri addirittura ho sentito dire ”tizia è la massima esperta a Roma di…”. Obietto: “ ma se non ha nemmeno una posizione ‘quadro’ e/o uno straccio di laurea?” mi sento rispondere bè insomma, è brava, considerata ecc. ecc.
Ora, siamo in una metropoli di 5 milioni di abitanti. Il massimo esperto di qualsiasi cosa ne incontra facilmente un altro ma se usiamo così la lingua italiana ragazzi fra un po’ i massimi esperti saranno tanti… troppi, massimi.


6 settembre 2008


CALOPRESTI E LO STILE...

Non mi è piaciuto l'atteggiamento di Mimmo Calopresti, che peraltro stimo molto professionalmente,  verso la madre dell'operaio morto che gli aveva chiesto di non inserire nel suo film la famosa telefonata al 118 in cui si udivano le grida del figlio che moriva bruciato vivo... lui, pur di inserire un "effetto speciale", se ne è infischiato e le grida, le atroci sofferenze sono lì,  immutate, tragicamente vere, che si rinnovano ad ogni visione...
In un Paese serio, l'operatore del 118 che si è venduto la registrazione sarebbe stato messo alla gogna, insieme ai giornalisti intermediari e al regista.
In un Paese serio, appunto.



28 agosto 2008


Alemanno e la periferia

E' uno strano rapporto quello tra il Sindaco della Capitale e la periferia. E così il cowboy Alemanno, tutto eserciti e distintivo, ha pensato bene di incolpare i turisti olandesi di essersi recati in una zona dimenticata da Dio. Da Dio forse no, ma dall'amministrazione di destra sembrerebbe proprio di si, troppo impegnata in decreti spot, devota alla demagogia, sembra non interessarsi della sicurezza della periferia, presente come in tutte le altre città italiane.

E' inoltre di questi giorni la notizia del trasferimento di 120 clandestini dal cpt di Lampedusa al quartiere Borghesiana, oggi credo che siua giusto porre l'accento su due elementi di questa vicenda:

- il ruolo di Alemanno viene deriso dai suoi amici di partito che prendono decisioni importanti senza neanche comunicarglielo (almeno così lui ha dichiarato...)

- la scelta del Viminale è scelllerata, inserire 120 immigrati in una struttura fatiscente e non idonea all'ospitalità rischia di creare in futuro seri danni. e per l'ennesima volta in questa scelte è sacrificata la periferia.




permalink | inviato da Gianluca Santilli il 28/8/2008 alle 9:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa


4 agosto 2008


DI RITORNO DA GIANNUTRI

Dopo quel paradiso ho ritrovato l'inferno romano... aria condizionata guasta nel mio ufficio, 54 e-mail da leggere, la Notte Bianca che incombe, il Festival del Cinema in dirittura d'arrivo, cittadini stressati e un Consiglio sulla sicurezza da affrontare domani...
Vabbè...


CALA MAESTRA


CALA SPALMATOIO

sfoglia     dicembre