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"Alcuni uomini vedono le cose per quello che sono state e ne spiegano il perchè. Io sogno cose che ancora devono venire e mi chiedo: perchè no."

Alcide De Gasperi
"Un politico guarda alle prossime elezioni. Uno statista guarda alla prossima generazione."


Claes in "L'Apprendista delle Fiandre" di D. Dunnett
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La misura del mondo di Daniel Kehlmann


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L'apprendista delle Fiandre  Dorothy Dunnett

Piazza Fontana. La verità su una strageLaurent Frederic, Calvi Fabrizio

Sovranità limitata. Storia dell'eversione atlantica in Italia. Cipriani Antonio e Gianni

Il partito del golpe  Gianni Flamini.

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22 ottobre 2008


GIUSTIZIATO UN UOMO NELLA NOTTE: PER FAVORE SILENZIO...

Oggi è un brutto giorno per il Mondo...
Questa notte un uomo di 29 anni, Joseph Ray Ries, è stato giustiziato con una iniezione letale in un penitenziario del Texas. Si tratta della prima di dieci esecuzioni capitali programmate nei prossimi trenta giorni nello stato del Texas. L'uomo era stato condannato per l'omicidio di un uomo di 64 anni. La concentrazione di esecuzioni in un mese è "eccezionale anche per il Texas", ha commentato il presidente della coalizione texana per la pena di morte, Rick Halperin.

Per favore, silenzio...


6 agosto 2008


IL PETROLIO SCENDE. E LA BENZINA?

Il prezzo del petrolio sta scendendo. Siamo ormai a 118 dollari al barile con un calo di oltre 30 (TRENTA) dollari al barile in pochi giorni. Qualcuno è in grado di spiegarmi perchè la benzina ed il gasolio invece sono stabili a oltre 1,50 euro al litro? Ma soprattutto qualcuno è in grado di dirmi perchè tutti tacciono, perchè la politica non si fa sentire? Perchè il Governo e/o l'antritrust non prendono dei provvedimenti nei confronti delle compagnie petrolifere? Tutto ciò non è solo fastidioso ma il menefreghismo di chi ci governa è il chiaro sintomo del distacco che esiste fra la politica ed i cittadini. A nessuno importa che le famiglie hanno difficoltà ad arrivare ormai al 20 del mese, anzi, chi guadagna 15.000 euro al mese come i nostri Deputati probabilmente nemmeno si accorge di quanto occorre a fare il pieno alle loro lussuose auto o alle esagerate barche che in questi giorni incrociano a migliaia nei nostri mari. Solo a Giannutri sabato scorso ne ho contate circa 60 oltre i 12 metri in una sola baia. 
Meditate gente, meditate...


28 luglio 2008


PRECARI: UNA NORMA INGIUSTA E VERGOGNOSA

Ora il PDL è uscito allo scoperto. Abbiamo capito la tattica che stanno usando: nascondere emendamenti di rilievo insieme a mille altri con l'intendo di non farci comprendere la reale portata di ciascuno di essi.
Credo infatti che una norma come quella sui precari avrebbe avuto bisogno di una trattazione ben più ampia, ovverossia di un provvedimento a se stante tale da consentire una trattazione più ampia, bipartisan.
Entrando nel merito: come è possibile che con una norma si proibisca ad un lavoratore di godere dei diritti previsti dallo Statuto dei Lavoratori? Come è possibile che un emendamento siffato sia stato votato prima in Commissione e poi in Parlamento senza che nessuno levasse gli scudi? In quel decreto vi è un passaggio  in cui si dice che un lavoratore a termine vittima di irregolarità o ingiustizie, e che per questo si rivolge a un giudice, può ottenere solo un indennizzo economico, e non più l'assunzione a tempo indeterminato.
Il lavoratore viene di fatto privato di un diritto sacrosanto, quello che prevede il reintegro.
Possibile che le organizzazioni dei lavoratori non si fossero accorti di questo emendamento e della sua portata in termini politici e di diritti dei lavoratori?
Il Governo da la colpa al Parlamento!
Questo scaricabarile è assurdo perchè a rimetterci in questo caso sono solo i lavoratori. E tutto ciò è veramente ridicolo.


16 luglio 2008


LA MISURA E' COLMA. IL CAVALIERE ESAGERA

Probabilmente non è un buon periodo per me.
In particolare non riesco più a sopportare il pressappochismo e l'inettitudine della classe dirigente del Paese.
Stamani in auto ascoltavo come tutte le mattine il notiziario di Radio 24. 
Prima notizia: il Paese è in stagnazione, inflazione sopra il 4%, produttività sotto lo 0,4%, siamo fermi.
Seconda notizia: Del Turco è in carcere ma sta bene...
Terza notizia: nascono i treni privati.
Quarta notizia: il Milan ha acquistato Ronaldinho. Il Presidente, Silvio Berlusconi, ha dichiarato: "...sono molto soddisfatto. In campagna elettorale molti elettori mi chiedevano di acquistarlo. Li ho accontentati. Ora spero che continuino a tifare per il Milan e per la libertà".

Ecco, tutto qui. Andrebbe tutto bene se quel Presidente non fosse anche il Premier. Poichè lo è c'è da rimanere esterefatti davanti a simili dichiarazioni.
Ma questa è l'Italia di oggi.


4 luglio 2008


BERLUSCONI CI PRENDE PER IDIOTI

In questi giorni sono stato più volte tentato di scrivere qualcosa sul nostro Presidente del Consiglio... più volte mi sono fermato facendo appello al rispetto per le Istituzioni, al fatto che non dobbiamo ricadere nell'errore dell'antiberlusconismo, ai tentativi di dialogo con la maggioranza... ecc.ecc. Ora però non ne posso più di sentire tutte queste fesserie di leggi annunciate e poi ritirate, decreti legge in itinere, lodi improponibili, riforme del CSM e via discorrendo, tutti aventi un unico filo conduttore: allargare le maglie di una Magistratura fattasi troppo stringente per qualcuno. E giù tutti a tentare di spiegare che non si tratta di leggi "ad personam" ma di tutela dei diritti di tutti... con questa citazione ormai insopportabile che ha reso un latinista anche il pizzicarolo sotto casa mia...
Ma dico, Presidente, ci ha preso tutti per idioti? Possibile che si parli di una legge blocca processi proprio quando sta per andare in scena il suo e del suo compagno di merende inglese?
Mi spiega, di grazia, quale necessità c'è per il cittadino italiano medio di sospendere per un anno circa 100.000 processi?
E poi, le intercettazioni... dico ma veramente ci prende per scemi agitando lo spettro della violazione della privacy per tentare di vietarle?
Guardate che per avere il rispetto della privacy non è necessario vietare le intercettazioni. Basta solo omettere la trascrizione delle parti non penalmente rilevanti ed evitarne la publbicazione. Altro che permetterle per reati dai 10 anni in su di reclusione.
E dulcis in fundo la riforma del CSM... altra rogna emersa non appena il Consiglio Superiore della Magistratura si è permesso di giudicare la legge salva-processi  come probabilmente incostituzionale. Ed ecco cosa si permette di dire ai giornali:
"Il lodo Alfano non è una legge 'ad personam'. I "nostri avversari stanno cercando di farla passare per una norma ad personam e invece è una norma salvatutti".  "Quello che appare su stampa e televisioni è un panorama completamente diverso rispetto all'azione del governo. L'attenzione si concentra su fatti che nulla hanno a che vedere con il programma e portano in primo piano l'attacco continuo di certa magistratura a chi deve governare scelto dal Paese, mentre si vuole sovvertire il voto popolare".
Ora... io mi ero ripromesso di non chiamarlo più il "mago di Arcore" o il "Do Nascimento di noantri" ma certe cose, veramente, come si dice a Roma, non si possono sentire. A volte provo le medesime sensazioni quando si ascoltano vecchie registrazioni dell'Istituto Luce che ripropongono  quella retorica di regime che oggi ci fa sorridere.
Presidente, è stato votato, è stato eletto, ha il favore del popolo, quindi ora governi la Nazione, è quello che deve fare. Noi faremo l'opposizione, ferma, decisa e a volte anche dura... è il nostro ruolo. Però ci risparmi i suoi sermoni: almeno non tenti di convincerci della bontà delle sue scelte scellerate.


7 giugno 2008


PREPARIAMOCI: A MIO PARERE E’ RECESSIONE

Forse la parole RECESSIONE fa paura, forse interesserà a pochi, forse si preferisce non parlarne per altri motivi, tuttavia non riesco a comprendere come la nostra classe dirigente possa ignorare i problemi reali del nostro stagnante Paese, tutta presa com’è a discettare sulle decisioni del Santo Padre e sul suo incontro con Berlusconi, sulla collocazione del PD in Europa, sui quartieri a luci rosse di Maroni e sul campo da affidare ai Rom Sinti.
Probabilmente a qualcuno è sfuggito un dato: il barile di petrolio ha raggiunto i 140 dollari, praticamente la cifra che indicava Bin Laden nelle sue farneticanti esternazioni come prezzo reale del barile quando era a 75 dollari. E qui da noi i pescatori, strangolati dal caro gasolio, manifestano insieme agli allevatori e produttori di latte, le famiglie non arrivano alla terza settimana e la povertà aumenta. Intanto il Governatore della BCE medita su un ulteriore aumento dei tassi di interesse che amplierebbe ulteriormente il costo dei mutui che gravano sulle spalle dell’ex ceto medio, quello che si dirige sempre più verso il basso.
Possibile che nessuno si renda conto che il prezzo del petrolio sta crescendo in maniera esponenziale e si rischia il tracollo? Sapete cosa significa crescere in maniera esponenziale? Vi faccio un esempio, un indovinello per bambini spiega bene l’immediatezza con la quale una grandezza che cresca esponenzialmente si approssima ad un limite. Supponete di avere un laghetto in cui cresca una ninfea che raddoppia le proprie dimensioni ogni giorno. Se potesse svilupparsi liberamente, la ninfea coprirebbe completamente il laghetto in trenta giorni, soffocando tutte le altre forme di vita presenti. Per qualche tempo la pianta appare piccola, cosicché decidete di non preoccuparvene fino a quando non sarà arrivata a coprire per metà lo specchio d’acqua. In quale giorno succederà? Ve lo dico: al ventinovesimo giorno. Resta, dunque, un solo giorno per salvare il laghetto. (Al venticinquesimo giorno infatti la pianta copre appena un trentaduesimo del laghetto; al ventunesimo ne copre solo un cinquecentododicesimo. Nel corso del mese la pianta, pur raddoppiando ogni giorno, rimane piccola e, visivamente, non preoccupa.).
L’esempio illustra bene come la crescita esponenziale, combinata con il disinteresse possa portare al superamento dei limiti.
Bene, nel 2001 un barile costava 25$, nel 2004 era salito a 50 raddoppiando, nel 2006 era a 70$, nel novembre 2007 era a 100$, oggi è giunto a quota 140$. Si nota che, dalla fine del 2001 sembra essersi innescato un meccanismo di crescita esponenziale. Fino al 2001 le quotazioni del greggio erano caratterizzate da lunghi periodi di stabilità interrotti da qualche picco in coincidenza di tensioni geopolitiche. Negli ultimi sette anni la curva ha assunto un tipico andamento esponenziale per cui siamo passati dal raddoppio ogni 3 anni (2001-2004 e 2004-2007) a quello ogni 2 anni (2006-2008). Facendo una proiezione verso il futuro otteniamo un valore al 2010 di 240 dollari al barile.
A mio parere, a causa della crescita demografica, anch’essa esponenziale nei paesi asiatici, che fa crescere la domanda di greggio, ci stiamo avvicinando al massimo picco cioè a quel momento in cui l’offerta non potrà soddisfare la domanda. A ciò si aggiungano la speculazione finanziaria e gli interessi dei produttori e il piatto è servito: i prezzi delle materie prime e delle merci diventeranno proibitivi o cominceranno tardivi razionamenti generalizzati. In ogni caso la forbice tra i pochi “vecchi” ricchi e i tanti nuovi poveri diventerà spropositata.
Chi ci avrà guadagnato? Le compagnie petrolifere (che hanno visto crescere i propri fatturati in maniera vertiginosa) e lo stato (grazie ai ricavi derivanti dall'accisa sui combustibili e dall' IVA). Ovviamente chi ci avrà perso saranno gli utenti, tanto le famiglie quanto le piccole e medie imprese, che si ritroveranno in una situazione drammatica per quanto concerne il costo dell'energia.
E ringraziamo che il barile è ancora pagato in dollari su cui con l’euro abbiamo ancora un buon vantaggio. In caso contrario saremmo già ora al tracollo.
E cosa fanno i nostri governanti? Nulla.
Parlano di grandi temi e paiono preoccuparsi granchè. Nel frattempo il popolo è distratto dagli Europei di calcio e da altri “grandi temi” televisivi, disinteressandosi dei problemi reali, dei propri vicini, del bene comune, tutti piegati su loro stessi, sui loro cellulari e sul loro individualismo, proni agli interessi della maggioranza e del consumismo imperante, accecati dall’avere più che dall’essere e quindi impossibilitati a capire che la prosperità di una Nazione significa benessere per il suo popolo.
Aveva ragione Tocqueville che quasi duecento anni fa, scriveva:

"Nella vita di ogni popolo democratico c'è un passaggio assai pericoloso, quando il gusto per il benessere materiale si sviluppa più rapidamente dell'abitudine alla libertà. Arriva un momento in cui gli uomini non riescono più a cogliere lo stretto legame che unisce il benessere di ciascuno alla prosperità di tutti. Una nazione che chieda al suo governo il solo mantenimento dell'ordine è già schiava in fondo al cuore e da un momento all'alto può presentarsi l'uomo destinato ad asservirla. Non è raro vedere pochi uomini che parlano in nome di una folla assente o distratta e che agiscono in mezzo all'universale immobilità cambiando le leggi e tiranneggiando a loro piacimento sui costumi. Non si può fare a meno di rimanere stupefatti di vedere in quali mani indegne possa cadere anche un grande popolo".


13 marzo 2006


Il TRAFFICO

Ricevo e pubblico di seguito un articolo prevenutomi da Massimo Lucà tratto da "L'Espresso".

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“Se scaldiamo una sostanza -l'acqua, per esempio - le sue molecole si mettono in movimento. Il calore cresce e il movimento si intensifica. Se raffreddiamo, il moto diminuisce, e a un certo momento cessa quasi del tutto. Si ha il ghiaccio.
Il calore, quindi, mette energia nel sistema. Il freddo la toglie. Un gruppo di fisici (Dirk Helbing, Tamas Vicsek e Illés Farkas) si è posto il seguente problema: se il moto delle molecole non fosse imposto dall'esterno, ovvero riscaldandole, ma fossero le molecole stesse ad avere una propria capacità di agitazione, che cosa succederebbe? Le cose non dovrebbero cambiare. Per esempio: anche queste molecole 'auto-energetiche', se si agitano tanto, dovrebbero evaporare. è così? No: si bloccano, invece, come in un cristallo. Definizione volutamente paradossale del fenomeno: congelamento da riscaldamento.
Qui siamo nel campo delle simulazioni al computer, oggi ampiamente utilizzate in tanti campi della ricerca scientifica. è con la simulazione che riusciamo ad avere molecole dotate di una loro autonoma motricità, perché in natura non esistono. Ma se ci interessano sistemi nei quali tante singole particelle hanno tale autonomia, nella natura, quella vera, ci si può ritornare. Un esempio? Gli umani che si muovono in una città, a piedi, o in macchina. Allora: benvenuti nella Fisica delle Città, che è anche il nome del gruppo bolognese del Dipartimento di Fisica della locale università. Sono loro che, a fine dicembre 2005, hanno organizzato il primo convegno di questa nuova area di ricerca.

C'era anche Dirk Helbing. Lui studia la folla: quella che, per esempio, in un frenetico sabato di saldi, si muove dentro un grande magazzino. Che cosa facciamo, noi tutti, quando ci troviamo in una simile calca? Evitiamo costantemente il primo che ci viene incontro. Non guardiamo più in là, non cerchiamo possibili traiettorie. Immaginiamo di osservare il fenomeno dall'alto: si aprono le porte e la gente in massa comincia a entrare, muovendo in varie direzioni. Dopo un po' noteremo la formazione di flussi di corrente. Tipicamente: nel corridoio iniziale ci sarà il flusso di chi esce e quello di chi entra. Si stabilisce un certo ordine, insomma, che rende possibile la mobilità, ma non ci sono vigili, semafori, corsie, o qualche guida con bandierina, come avviene con i gruppi di turisti. Niente di tutto questo: le 'molecole' si auto-organizzano semplicemente evitando le colleghe che si trovano di fronte e che muovono in direzione opposta. Tutto ciò è ancora abbastanza lontano dall'essere compreso.

Le simulazioni via computer riproducono questo genere di comportamenti. Sul monitor le traiettorie si osservano perfettamente. Si può anche aumentare il numero di persone, oppure le dimensioni dello spazio in cui si muovono. O, ancora, il loro movimento, cioè l'energia che ogni persona vuol erogare. Questo è il punto cruciale: oltre una certa soglia il sistema tende a congelarsi. Le molecole si comprimono una sull'altra, la mobilità si blocca.
è ben nota una delle declinazioni di questo fenomeno: il panico. Maggio 1985, finale di Coppa dei Campioni fra Juventus e Liverpool. Nello stadio 39 spettatori perdono la vita in una calca che nessuno riesce a evitare. Dalle immagini video di quel giorno emerge un dato inquietante: in alcune inquadrature si vede una fascia di corpi compressi contro una cancellata che chiude una porzione di tribuna, una fascia non più larga di una ventina di metri, che ha dietro di sé uno spazio di tribuna assolutamente libero. C'è tutto lo spazio per arretrare, ma non vi è alcuna traccia di un tale comportamento: la folla, compressa, è cristallizzata in un gesto distruttivo che nulla può fermare.

La Fisica delle Città si occupa anche di questo, le concentrazioni di folla. Ma ha orizzonti ben più ampi. Il traffico, naturalmente. Chiusi nella nostra automobile (quasi sempre soli) siamo una di quelle molecole autonome. Non è un comportamento mentale sofisticato ed è inutile sentirsi sminuiti se un software può simularlo. Sandro Rambaldi, del gruppo di ricerca bolognese: "Non creiamo particelle troppo intelligenti. Del resto in molti comportamenti umani la nostra mente utilizza procedure con poche variabili. Non solo: se diamo ai nostri mobber (termine gergale che sta per 'soggetto della mobilità metropolitana', ndr) troppe variabili d'azione, poi è difficile analizzare i risultati. Dobbiamo ancora progredire nelle nostre conoscenze". La Fisica delle Città è infatti una scienza in costruzione. Dove potrebbe arrivare? "Lo dico con tutte le possibile cautele", afferma Bruno Giorgini, collega di Rambaldi, "e lo dico anche con un interrogativo: si potrà avere una termodinamica delle città?".

Fra molecole e traiettorie, lo scenario sembra plausibile. Rambaldi descrive come si lavora, per esempio a partire da una ricerca sulla città di Senigallia. "Dalla realtà concreta, ovvero dalla città, recuperiamo tutti i dati possibili sul traffico, sulla struttura degli insediamenti, e quelli che riguardano la popolazione, come le fasce d'età o le professioni. C'è poi il nostro modello che, attraverso la simulazione via computer, mette in movimento tutte le varie tipologie di mobber, perché un rappresentante che gira in continuazione per la città non è un impiegato che parcheggia alla mattina e riparte alla sera; e altra cosa sono i giovanissimi che vanno avanti e indietro sulle strade con i motorini. Le 'tribù' sono tante, insomma".

Se i conti tornano, la simulazione si avvicina alla città reale, anche in periodi particolari, come quando d'estate arriva quell'anomala tribù che sono i turisti. Bene, se il virtuale si comporta come il reale, non è il presente lo scenario più interessante, ma il futuro. Cosa può succedere se un'area industriale viene di smessa e al suo posto si costruiscono case? Oppure se una nuova strada si innesta su un'arteria già esistente e spunta un nuovo semaforo? Basta la forma di una curva per introdurre perturbazioni significative. Tutto ciò non è sperimentabile sul campo, in un impensabile laboratorio fra tangenziali e centri commerciali. La Fisica delle Città è soprattutto, quindi, quella delle città possibili e dei processi decisionali in grado di governarli. "Non c'è nessuno, oggi, che possa decidere dall'alto", afferma Arnaldo Cecchini, Facoltà di Architettura di Alghero: "Le aree metropolitane sono ormai condizionate da molteplici fattori, e attori, che tendenzialmente hanno poche relazioni fra loro. Certe zone entrano in conflitto con altre, e nascono strutture urbanistiche rilevanti ma non pensate in relazione a tutto il territorio. Restiamo ai trasporti: è evidente che abbiamo bisogno di una visione integrata, ma i taxi, per esempio, sono estranei ad ogni intervento sugli altri mezzi. Tuttavia, le amministrazioni non hanno strumenti adeguati a tale complessità. Noi stiamo studiando dei programmi in grado di sviluppare simulazioni via computer su ciò che può accadere, per esempio, introducendo molte variabili in un piano regolatore, procedura impraticabile se lasciata a metodologie tradizionali".
Vedendola da un punto di vista ambientalista, ci si chiede: se razionalizziamo la mobilità non sconfiggiamo l'uso eccessivo dell'auto? "I mezzi di trasporto, oggi, interferiscono fra di loro", dice Bruno Giorgini: "O rendiamo più armonico tutto il sistema, o non ci sarà mai l'opportunità per nuovi comportamenti".
Il gruppo di Bologna, in team con ricercatori di Milano e di Venezia, si appresta ora a studiare il carnevale, un avvenimento che porta 100 mila persone in Laguna, con problemi logistici in forte crescita. I 'city scientist' prevedono che il carnevale si dimostrerà un grande fluido percorso da vortici e correnti. Potrebbe essere interessante verificare se ogni hanno queste turbolenze si presenteranno costanti.
La Fisica delle Città è una ricerca di base, con possibili applicazioni a medio o lungo termine. Eppure la sta sponsorizzando la Volvo. L'opinione di Pascal Bellermans, amministratore delegato di Volvo Italia, è che"non c'è futuro intelligente per l'industria automobilistica se non si pensa a una mobilità sostenibile; dobbiamo lavorare con chi guarda verso questi orizzonti". Forse anche l'imprenditoria italiana potrebbe acquisire questi sguardi lunghi.


Se la strada non vale un tubo

Le dinamiche del traffico automobilistico possono essere ricondotte a leggi della fisica oppure hanno tra le loro componenti una serie di variabili più complesse, magari di tipo psicologico? La questione è oggetto di dibattito, da almeno tre decenni, fra urbanisti, matematici, studiosi di geopolitica e di teoria della complessità.
Una serie di ricerche (come quella realizzata dall'università della Bicocca sui flussi del traffico attorno a Milano) ha cercato di far luce sulla principale domanda: ipotizzando che le strade siano come dei tubi, il traffico si comporta come un liquido (quindi non cambia di volume a seconda del contenitore) o come un gas (quindi occupa con la propria pressione tutto lo spazio che trova?).
La domanda non è accademica: se si propende per la prima risposta, le politiche della viabilità andranno verso la liberalizzazione (meno sensi unici, meno divieti, lasciamo che il traffico fluisca il più possibile); al contrario, se si pensa che consentire una maggiore libertà agli automobilisti porti a un aumento di volume del traffico, si attuerà una politica di restrizioni, isole pedonali e blocchi stradali temporanei, che avrebbero l'effetto di ridurre il contenitore-strada per ridurre il contenuto-traffico.
Le simulazioni al computer con le quali si cercano di comprendere le dinamiche del traffico, poi, devono tenere conto del fatto che la 'molecola automobile' è in realtà in mano a una persona. La 'psicologia del traffico', cioè l'analisi dei comportamenti alla guida, è ormai a tutti gli effetti una branca della psicologia applicata, oltre che un tema che ha ispirato diversi registi (da 'Un giorno di ordinaria follia' di Joel Schumacher fino a 'Crash' di David Cronenberg, solo per citare due film tra i più noti.
Tra i più recenti libri sull'argomento, lo studio di Max Dorfer intitolato 'Psicologia del traffico' (McGraw-Hill 2004) e 'Lo psicologo del traffico' di Pierangelo Sardi e Lucia Lisa (Carocci 2005). Su Internet, il sito www.psicolab.net propone, nella sua sezione PsicoTraffico, una serie di studi e di analisi sull'argomento.”




permalink | inviato da il 13/3/2006 alle 14:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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