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23 settembre 2010


LEFT SU VELTRONI: IL PEGGIORISTA

 

 

 


3 agosto 2009


ROMA CHIEDE UNA SVOLTA

Cari amici,
vi segnalo un interessante articolo del Cons.Giulio Pelonzi dal titolo "Roma chiede una svolta", avente per oggetto la realtà romana del PD nella fase precongressuale, pubblicato dal quotidiano EUROPA, sabato 1 agosto 2009.



La lettura della realtà fornita dal direttore nel suo editoriale “Roma, dal miracolo all’incubo” non è conforme a quanto – da consigliere comunale – percepisco stia accadendo a Roma.
Il punto di partenza dell’analisi è condivisibile.
“La fusione è un valore”. Se lo è mi chiedo perché è giudicato negativamente chi ha il coraggio di lasciare le aree di provenienza per gettare davvero le basi di un nuovo partito? Il valore delle contaminazioni e il ricambio della classe dirigente dal basso non deve e non può essere letto come lotta di potere.
Oltre il danno anche la beffa: essere additati prima come la causa del fallimento di un progetto e poi come dei “traditori”.
Il flop elettorale ha come causa la crisi e la decadenza del modello Roma che è imputabile a molti elementi non identificabili solo nella figura del candidato a sindaco o nell’abbandono di Veltroni – percepito erroneamente come tradimento dai cittadini – e neanche però nella considerazione che il Pd di Roma «sia nel suo insieme un partito condizionato dalle logiche di potere», visto che fino ad oggi è stato gestito direttamente dal livello nazionale.
È proprio la mancanza di autonomia decisionale che ha portato i gruppi dirigenti romani che vedono nel Pd disegnato come partito federale, radicato nei territori e nella selezione della classe dirigente dal basso, un’occasione per mettersi in gioco e per ricostruire quei punti di forza che per molti anni ci hanno fatto governare la città di Roma. Sono queste considerazioni, tutte politiche, che si ritrovano nella mozione Bersani, a spingere un gruppo dirigente, finora schiacciato da logiche di potere, a liberarsene.
Oggi è la città tutta che rifiuta quelle leadership e quei modelli e che ci sta chiedendo il cambiamento che stiamo attuando.
L’efficacia della nostra azione di opposizione al sindaco Alemanno può sicuramente essere migliorata a patto che sia raggiunta una piena autonomia della classe dirigente romana rispetto ai programmi e ai progetti ereditati dal passato, oggi non più condivisi, e che si organizzi un partito in grado di portare fuori dall’aula Giulio Cesare, nelle piazze e nelle strade della città, le battaglie che da istituzionali devono diventare sociali.
Credo fortemente che la politica di prossimità sia l’elemento determinante per la ripresa del partito a Roma e per alimentarla bisogna dare nuova forza al sistema dei circoli e maggiore dignità alla figura dei militanti.
Luoghi e persone che rappresentano il partito tutto e che esistono a prescindere dal circuito dei media. A loro spetta una prima elaborazione dei problemi legati ai territori perché li vivono quotidianamente.
A loro deve essere garantito il diritto di scegliere chi li rappresenta, senza trovarsi di fronte a chi “viene calato dall’alto”.
Spetta a queste persone il coraggio del cambiamento e il compito di disegnare il nuovo Partito democratico del futuro.
Auspico che si formi nel tempo una nuova area culturale e una nuova classe dirigente, non sulla base di filiere più o meno nobili, ma su un nuovo progetto per la città che, dalle ceneri del modello Roma, alimenti il fuoco dell’opposizione ad una destra che rischia di portare la città ad un nuovo Medioevo.

Giulio Pelonzi*

*consigliere comunale del Pd di Roma
 


29 dicembre 2008


CHE FINE HA FATTO IL PIANO DEL COMMERCIO SU AREE PUBLBICHE DEL COMUNE DI ROMA?

Roma cambia. Non so se in meglio o in peggio. Cambia.

A non cambiare sono vecchi vizi ed italiche virtù. Durante la scorsa Consiliatura un noto quotidiano romano (Il Messaggero) ha speso fiumi di parole su pagine e pagine della cronaca di Roma per denunciare una vecchia situazione di illegalità cui unico responsabile pareva essere l’allora Assessore al Commercio del Comune di Roma.
Si trattava dell’annoso problema dell’invasione del centro storico romano da parte di ambulanti, bancarelle, camionbar, caldarrostai e via discorrendo.
Per carità, un problema concreto visto che fra le viuzze del centro riesce anche difficile passare per la presenza di banchi più o meno in regola. Un problema di decenni: vecchie licenze, concessioni traslate, passaggi di proprietà non conformi, vacatio legis e molto altro hanno determinato una situazione di caos dalla quale non è facile districarsi.
Tuttavia il quotidiano romano attaccava a testa bassa: “la città delle regole” tuonava in testa di pagina, e giù una sequela di attacchi all’Amministrazione Veltroni con particolare riguardo all’Assessore Gaetano Rizzo.
Ma all’indomani delle elezioni, come d’incanto, vedemmo cessare gli attacchi. Diamo tempo al nuovo Assessore di ambientarsi ci siamo detti.
Bene. Sono passati sei mesi e non si è visto lo straccio di un provvedimento.
Nei giorni scorsi in centro regnava il caos più completo: camionbar fuori posto, bancarelle in ogni dove, castagne vendute a peso d’oro (in questo è incappata anche la judoka Giulia Quintavalle che si è lamentata in TV per l’eccessivo prezzo di quei frutti autunnali). Non una riga sui giornali, non un lamento, ora tutto pare andare bene nonostante non sia cambiato praticamente nulla.
Dopo l’ordinanza del Sindaco del 31.10.2008, quella comunemente detta “antiborsoni”, non si è mosso praticamente nulla dal punto di vista del commercio. Le licenze sono saldamente nelle mani delle solite “famiglie”, i camionbar continuano a sostare nei pressi di importanti monumenti e le bancarelle continuano ad intralciare il passo fra le viuzze del centro rendendo impossibile il passaggio anche ad eventuali mezzi di soccorso.
Il tanto invocato “piano del commercio su aree pubbliche” che lo staff dell’Assessore Rizzo aveva ormai ultimato in collaborazione con le sovrintendenze (ai beni archeologici e al paesaggio) pare giunto ad un binario morto. E si che basterebbe soltanto riprenderlo in mano visto che era ormai ultimato.
Che fine ha fatto quel piano?
Che fine hanno fatto i titoloni de “Il Messaggero”?
Che fine hanno fatto tutti quei soloni che pretendevano di avere la soluzione in tasca?
Che fine hanno fatto quei “savonarola” che si stracciavano le vesti dall’indignazione?
Qualcuno vuole restituire le strade ai passanti? La Città ai Romani?


24 ottobre 2008


SALVA L'ITALIA

SALVA L'ITALIA: 25 OTTOBRE 2008  -  Manifestazione nazionale del Partito Democratico

partenza dei cortei alle ore 14.00 da piazza della Repubblica e da Piazzale dei Partigiani

arrivo alle ore 17.00 al Circo Massimo per il discorso del Segretario Walter Veltroni

Il gruppo del PD ROMA si troverà alle ore 14.00 in Piazza della Repubblica nei pressi di Mc Donald

Il gruppo della cultura (associazioni e operatori culturali) si troverà alle ore 14.00 in piazza della Repubblica nei pressi della Basilica di Santa Maria degli Angeli dietro lo striscione "Fatti non foste per viver come bruti".

BUONA MANIFESTAZIONE A TUTTI


20 luglio 2008


ROMA. PANNELLA E IERVOLINO: RUTELLI AVEVA RECUPERATO IL 5% DEL 20% GIA’ PERSO DA VELTRONI. LO SAPEVA?

La vicenda del sondaggio nascosto a Rutelli continua a fare scalpore a Roma. Fallisce in questo modo il tentativo dei bettiniani di tenere nascosto a Rutelli un sondaggio eclatante, scottante che dava già per persa Roma dopo 15 anni di governo di centrosinistra.
Negli ultimi 2 anni il "modello Roma" veltrobettiniano aveva già abbondantemente fallito ma tutti si sono ben guardati dal correre ai ripari...  e ora?

Per dovere di cronaca riporto integralmente una dichiarazione congiunta di Marco Pannella e Massimiliano Iervolino (segretario dell’associazione Radicali Roma):

L’Ipsos aveva compiuto un’indagine a fine gennaio 2008, della quale i fatti hanno confermato la serietà e l’importanza già due settimane prima delle dimissioni di Veltroni, riscontrando la perdita di fiducia del Sindaco in carica da parte del 20% dei suoi elettori.  Se si calcola che il 27 e il 28 aprile 2008 notoriamente hanno “spontaneamente” votato per Alemanno la gran parte degli elettori dell’Italia dei Valori (3.3%), occorre ristabilire la verità: Rutelli avrebbe recuperato forse il 50% degli elettori persi da Veltroni. Veltroni e Goffredo Bettini sicuramente conoscevano il sondaggio, crediamo proprio da loro commissionato. E Rutelli?
Ma, nell’interessantissimo articolo di Carlo Puca pubblicato sull’ultimo numero di Panorama, dal titolo “Veltroni e quel sondaggio che condannava Rutelli”, si afferma che persino a Rutelli, come d’altra parte a “tutti”, era stato tenuto nascosto.

Perchè tutti possano valutare metto a disposizione dell'opinione pubblica un link al sito dei Radicali ove è possibile leggere e sfogliare comodamente il monitoraggio della Città di Roma mai pubblicato e commissionato a IPSOS

Sondaggio IPSOS: Monitoraggio città di Roma - dicembre 2007 (pdf) 11780_Roma_monitoraggio_ciclo_04_SC.pdf

SONDAGGIO FANTASMA


18 luglio 2008


ECCO LA VERITA' SU VELTRONI-BETTINI

In questo periodo sono stato bersagliato da tutti i miei colleghi (di partito) di rito Bettiniano-Veltroniano per il mio post in cui chiedo a Goffredo Bettini di farsi da parte e di lasciare spazio ai giovani.
Me ne hanno dette di tutti i colori, sia sul blog (75 commenti) che di persona... tanto che andare a Caracalla alla Festa de l'Unità è diventata una via crucis, ogni 10 metri una stazione.
Tuttavia non ho rinnegato nè rinnego una sola virgola di quanto asserito in quel post.
Roma, che non è il fantabosco, negli ultimi 2 anni, è stata governata in maniera pessima: decentramento ZERO, AMA allo sbando, trasporto pubblico locale alla deriva, commercio governato direttamente dal Gabinetto del Sindaco esautorando di fatto l'Assessore... e via discorrendo.
Negli ultimi 2 anni, Il Messaggero ha praticamente attaccato la Giunta tutti i santi giorni inaugurando 2 pagine dal titolo "La Città del Degrado"...
E i risultati di ciò non hanno tardato ad arrivare.
Ed ora Panorama scopre che il Sindaco Veltroni sapeva bene che avrebbe perso.
In un documento riservato rinvenuto da un giornalista finalmente viene fuori quello di cui molti parlavano.
NEL 2007 IL 70% DEI ROMANI RITENEVA CHE RISPETTO AL 2006 ROMA FOSSE PEGGIORATA NOTEVOLMENTE, RIDOTTA AI MINIMI TERMINI
E i prodi Veltroni e Bettini si sono ben guardati dal publbicare questo sondaggio o dal dirlo a Rutelli... eh no, serviva un agnello sacrificale...
Ne vedremo delle belle nei prossimi giorni.

Per leggere tutto l'articolo di Panorama clicca qui


6 luglio 2008


BETTINI SI FACCIA DA PARTE E LASCI SPAZIO AI GIOVANI

Ho sempre affermato che la nostra classe dirigente è ormai ripiegata su se stessa, tutta presa ad ascoltarsi beandosi delle proprie parole ed infischiandosene di quel che accade intorno a loro. Goffredo BETTINI ne è l'esempio più chiaro.
Da uomo ombra (forte) del Sindaco Veltroni ha lasciato Roma nella confusione più assoluta dopo aver consigliato a Veltroni di dimettersi da Sindaco dopo solo 2 (due) anni di mandato...
Poi ha contribuito, con la sua sciagurata idea delle associazioni-fondazioni, alla disgregazione del PD in mille rivoli e rivoletti. Poi se ne è andato a fare il coordinatore nazionale del PD contribuendo anche lì, con il suo fare carbonaro, a gettare nello scompiglio il Partito che praticamente è ora privo di guida e  si auto-governa, male, come nemmeno un Centro Sociale autogestito saprebbe fare.
Il risultato? D' Alema fonda "ReD", la Turco "A Sinistra", i Popolari si surriscaldano, i rutelliani si incazzano... e lui cosa dice? 
Prima in campagna elettorale la magnifica idea "andiamo da soli" (quella l'ho condivisa con entusiasmo) poi venerdi su Repubblica afferma: "Guardiamo sia all'UDC che a Rifondazione" praticamente smentendo tutto quello che abbiamo fatto finora.
Berlusconi violenta la Costituzione? E lui tace.
Berlusconi vieta le intercettazioni? Qualche timido diniego.
Berlusconi vuole riformare il CSM? Vuoto spinto.
Berlusconi ferma i processi? Altra timida parolina.
Tutta Italia chiede una reazione? A ottobre, adesso ci sono le ferie, il mare, fa caldo...
Di Pietro urla? e noi tacciamo.
Mezza Italia l'8 luglio scende in piazza a protestare? Bè, noi no, perchè, sapete, bè, aspettiamo...
Dulcis in fundo Bettini ieri cosa dice al Congresso dei Socialisti? Se abbiamo perso Roma la colpa è anche del candidato, Rutelli.
Adesso basta Bettini è troppo... Forse Rutelli non sarà stato il miglior candidato ma ti ricordo che lo hai indicato proprio tu. Lo hai costretto a candidarsi indicandolo come l'unico che poteva vincere. Te l'ho sentito dire personalmente...
Forse hai la memoria corta ma Roma l'hai governata tu negli ultimi anni, se ci siamo seduti sul potere il principale artefice di ciò, sei tu, se la nostra classe dirigente, tu compreso, è stata più attenta alla gestone del potere personale che alle esigenze della Capitale e dei suoi cittadini, la colpa è quasi tutta tua.
Se abbiamo disseminato Roma di Casa del Jazz, Casa della Memoria, Casa, dello Sport, Casa del Ballo, Casa del Cinema, Casa dei Teatri, Casa dell'Architettura... e DI POCHE CASE PER I ROMANI  la colpa è principalmente tua.
Se ci stanno mettendo alla berlina per il buco nel bilancio di Roma, forse qualcosina avevi il dovere di spiegarla ai romani.
Se ci siamo spartiti i posti nei CdA delle aziende come AMA, Trambus, ATAC ecc. ecc. e i loro bilanci sono tutti in rosso, forse qualcuno dei dirigenti dovrebbe fare mea culpa.
Se il nostro PRG è stato tanto criticato qualcosa dovremmo dire.
Se abbiamo perso probabilmte è perchè abbiamo governato male.
E chi governa male, e perde, si dimette.
Prego Bettini, si accomodi, lasci spazio a ad una nuova generazione di dirigenti.


14 giugno 2008


CONGRESSO SI, CONGRESSO NO... VELTRONI DI' QUALCOSA DI FERMO...

La scissione paventata in questi giorni da alcune componenti del Partito Democratico sarebbe la più grossa fesseria nella storia della politica italiana dal dopoguerra ad oggi. Roba da farne un nuovo capitolo sulla prossima edizione del Cotta-Morlino con il titolo "Gli orrori della politica italiana". 
Tuttavia questo rischio c'è.  
C'è perchè il PD oggi è squassato dalle tensioni create dalle numerose correnti createsi, tutte tese a cercare di scavare la propria nicchia di potere, tutti piegati su loro stessi e sui loro interessi. 
E così ecco teorizzare di scissioni un bel po' di teodem che con angoscianti dichiarazioni cercano di riempire almeno un articolo di fondo. La Baio Dossi arriva a dire che nel PD: "non si possono tenere insieme il diavolo e l'acqua santa" riferendosi ai Radicali. Enzo Carra parla di esodo di singoli parlamentari ultracattolici come lui e la Binetti.
Ma per andare dove? Ma è chiaro, verso il Cavaliere dove i valori cattolici vengono rispettati (?).
Altri, invece che dai Radicali, sono terrorizzati dalla futura collocazione europea del Partito Democratico.
E Veltroni cosa fa? Un giorno parla di congresso, un giorno no, il congresso si può fare MA ANCHE non fare.
E no caro Walter, il congresso SI DEVE FARE. Siamo pieni di questioni irrisolte, rimandate, voglio sapere come ci schieriamo sui grandi temi, voglio conoscere la posizione del PD sulla laicità, sulla fecondazione assistita, sul testamento biologico, sui diritti civili, sull'eutanasia, sulla sicurezza, sulla posizione in Europa e tanto altro.
Per questo dobbiamo andare quanto prima a congresso, in modo serio, con regole certe e uguali per tutti, senza tentativi di "tenere dentro tutti", senza evitare di ascoltare e senza rimandare sempre a dopo. Dopo cosa? Dopo la sconfitta? Abbiamo perso Walter, abbiamo perso anche per le nostre incertezze.
Quindi andiamo a congresso, lì risolveremo i nostri problemi interni. Ma ora, per carità, cominciamo a lavorare per gli Italiani, cerchiamo di pensare e poi dire QUALCOSA DI UTILE per chi ormai non arriva nemmeno a metà mese. Usciamo dai salotti, torniamo fra la gente, scendiamo dagli attici, torniamo nelle fabbriche e fra i lavoratori. Parliamo loro di stabilizzazione, di regole certe, diamo un'idea di sobrietà.  Proponiamo qualche idea seria, governiamo le Regioni e le città che ci restano e cerchiamo di ridare speranza ad un popolo alla deriva.
Alle nostre cose, alle correnti, al conflitto fra laici e cattolici, veltroniani e dalemiani, rutelliani e popolari ci penseremo dopo, al congresso. Agli italiani non gliene frega nulla. Giuro.

Velieri alla deriva


29 aprile 2008


VOLEVATE LA DESTRA? ECCOVI ACCONTENTATI...

I signori sono serviti con tanto di saluti romani, celtiche, teste rasate e giubbotti neri. Manca solo il caratteristico manganello ma non ho dubbi che prima  poi uscirà anche quello. Avevate voglia di cambiare? Eccovi il Popolo delle Libertà. Vedrete subito i risultati: niente più nomadi, fuori gli extracomunitari da Roma, al rogo i perfidi rumeni e subito TUTTI PIU' SICURI. E poi,  enormi squadroni di spazzini lucidaranno i marciapiedi della Capitale, un esercito di operai tapperanno tutte le buche e poi case per tutti, bus nuovi di zecca, taxi ogni due minuti, Bettini impiccato con una pellicola durante il Festival del Cinema, Veltroni sarà esiliato in Africa e Rutelli costretto a vivere su una bicicletta.

"Beati i romani!"  grideranno dalle Alpi all'Etna... nel frattempo, godetevi questi:



 


26 febbraio 2008


ECCO IL PROGRAMMA DEL PD

Ultimato il programma del Partito Democratico. Potrete scaricare una sintesi delle 12 azioni di governo basate su 10 pilastri fondamentali a questo link. Buona lettura.
http://www.partitodemocratico.it/allegatidef/sintesiprogramma45296.pdf





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