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"Alcuni uomini vedono le cose per quello che sono state e ne spiegano il perchè. Io sogno cose che ancora devono venire e mi chiedo: perchè no."

Alcide De Gasperi
"Un politico guarda alle prossime elezioni. Uno statista guarda alla prossima generazione."


Claes in "L'Apprendista delle Fiandre" di D. Dunnett
"Sarete sorpresa signora. Penso di aver paura del ridicolo."


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Il resto di niente  di Enzo Striano

La misura del mondo di Daniel Kehlmann


VI CONSIGLIO

L'apprendista delle Fiandre  Dorothy Dunnett

Piazza Fontana. La verità su una strageLaurent Frederic, Calvi Fabrizio

Sovranità limitata. Storia dell'eversione atlantica in Italia. Cipriani Antonio e Gianni

Il partito del golpe  Gianni Flamini.

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14 giugno 2008


CONGRESSO SI, CONGRESSO NO... VELTRONI DI' QUALCOSA DI FERMO...

La scissione paventata in questi giorni da alcune componenti del Partito Democratico sarebbe la più grossa fesseria nella storia della politica italiana dal dopoguerra ad oggi. Roba da farne un nuovo capitolo sulla prossima edizione del Cotta-Morlino con il titolo "Gli orrori della politica italiana". 
Tuttavia questo rischio c'è.  
C'è perchè il PD oggi è squassato dalle tensioni create dalle numerose correnti createsi, tutte tese a cercare di scavare la propria nicchia di potere, tutti piegati su loro stessi e sui loro interessi. 
E così ecco teorizzare di scissioni un bel po' di teodem che con angoscianti dichiarazioni cercano di riempire almeno un articolo di fondo. La Baio Dossi arriva a dire che nel PD: "non si possono tenere insieme il diavolo e l'acqua santa" riferendosi ai Radicali. Enzo Carra parla di esodo di singoli parlamentari ultracattolici come lui e la Binetti.
Ma per andare dove? Ma è chiaro, verso il Cavaliere dove i valori cattolici vengono rispettati (?).
Altri, invece che dai Radicali, sono terrorizzati dalla futura collocazione europea del Partito Democratico.
E Veltroni cosa fa? Un giorno parla di congresso, un giorno no, il congresso si può fare MA ANCHE non fare.
E no caro Walter, il congresso SI DEVE FARE. Siamo pieni di questioni irrisolte, rimandate, voglio sapere come ci schieriamo sui grandi temi, voglio conoscere la posizione del PD sulla laicità, sulla fecondazione assistita, sul testamento biologico, sui diritti civili, sull'eutanasia, sulla sicurezza, sulla posizione in Europa e tanto altro.
Per questo dobbiamo andare quanto prima a congresso, in modo serio, con regole certe e uguali per tutti, senza tentativi di "tenere dentro tutti", senza evitare di ascoltare e senza rimandare sempre a dopo. Dopo cosa? Dopo la sconfitta? Abbiamo perso Walter, abbiamo perso anche per le nostre incertezze.
Quindi andiamo a congresso, lì risolveremo i nostri problemi interni. Ma ora, per carità, cominciamo a lavorare per gli Italiani, cerchiamo di pensare e poi dire QUALCOSA DI UTILE per chi ormai non arriva nemmeno a metà mese. Usciamo dai salotti, torniamo fra la gente, scendiamo dagli attici, torniamo nelle fabbriche e fra i lavoratori. Parliamo loro di stabilizzazione, di regole certe, diamo un'idea di sobrietà.  Proponiamo qualche idea seria, governiamo le Regioni e le città che ci restano e cerchiamo di ridare speranza ad un popolo alla deriva.
Alle nostre cose, alle correnti, al conflitto fra laici e cattolici, veltroniani e dalemiani, rutelliani e popolari ci penseremo dopo, al congresso. Agli italiani non gliene frega nulla. Giuro.

Velieri alla deriva


29 febbraio 2008


"LA BINETTI E' ESTREMISTA"

Riporto, di seguito, una interessante intervista rilasciata da Roberto Giachetti al quotidiano "Il Giornale" a cura di Luca Telese. Inutile dire che sottoscrivo ogni riga delle dichiarazioni di Roberto: ci stiamo facendo del male da soli. 

"La Binetti è estremista. Nel Partito democratico un dibattito tafazziano":

È uno dei deputati del Partito Democratico più impegnato sui temi della laicità. È un fondatore della Margherita. Così Roberto Giachetti - ex radicale, rutelliano - difende l`accordo con la Bonino e risponde alla critiche della Binetti e dei Teodem: "Basta coi conflitti aperti in base a posizionamentiideologici: sennò la convivenza nel Pd si fa impossibile!".
-Onorevole Giachetti, ma se i cattolici del Pd non si sentono tutelati fino in fondo...
"AI contrario: è chi non perde occasione per smarcarsi che mette a rischio l`identità degli altri".
-Addirittura?
"Be`, io non mi sento tutelato quando qualcuno dice che potrebbe votare con il centrodestra".
-La Binetti dice: se si può sulle riforme, perché non sulla 194?
"Quella era una posizione elaborata a livello di partito: non è che uno si sveglia la mattina..."
La Binetti vorrebbe "ribaltare la 194 come un pedalino", perché considera la difesa della vita la sua priorità. 
"Che c`entra? E noi invece avremmo come priorità la morte? Proprio quella legge, per me, ha sottratto alla morte le tante donne che morivano sotto i ferri da calza delle mammane. E non è rituale ricordare che la 194 ha ridotto il numero degli aborti"
Ma nel Pd dovrebbero convivere identità diverse...
"Appunto! Io per esempio non condivido la legge sulla fecondazione, la ritengo restrittiva".
Lo sta dicendo, infatti.
"Ma non è che penso a come sabotarla. La rispetto, anzi, proprio perché ci sono stati un voto in Parlamento e un referendum".
Ma allora non vuol far nulla nemmeno per i Dico?
"Al contrario, lì una legge non c`è. Credo, senza offendere le identità di nessuno, che dei diritti elementari alle coppie vadano riconosciuti".
Anche questo è un tema che preoccupa i Teodem...
"Le racconterò una cosa che non ho mai detto. Nel 2000 ho avuto un infarto della mesenterica. Sono stato in coma... Non sono sposato: senza mia madre, i medici avrebbero impedito alla mia compagna di starmi al fianco. È possibile? Non sono dogmatico sulla via da percorrere: ma un modo per riconoscere i diritti elementari - assistenza al coniuge, ereditarietà - serve".
La Binetti dice: "i radicali inquinano l`identità del Pd".
"Per nulla. Basterebbe ricordare - a una cattolica - che sono quelli che hanno guidato la campagna contro la pena di morte".
Forse non le basta.
"No so che farci: vogliamo costruire un partito multiculturale? Bisogna accettare gli altri. Sennò riproduciamo nel Pd la conflittualità che ha ucciso l`Unione".
Ma se i cattolici del Pd si sentono a rischio...
"La Binetti non rappresenta i cattolici del Pd. Ma se stessa".
Addirittura!
"Certo. Sono cattolici anche Franceschini, Soro, Lusetti.... E non credo si sentano in pericolo".
Che succede, allora? sui punti di forza del nostro programma su salari, prezzi, ciò che interessa alla gente...
Cosa fa?
"Provoca un dibattito tafazziano dove l`unico obiettivo è martellarci dove i lettori sanno".
-Perché?
"Lo ripeto, per ideologia".
Ha rancori contro la Binetti?
"No, affatto. Però le sue non sono posizioni cattoliche, ma estremistiche".
La pensate diversamente anche sui «divorzi brevi».
"Certo. Solo chi non si rende conto del costo umano ed economico di una separazione, può combattere questa legge".
Lei parla di costi economici?
"Oh, certo. In cinque anni si possono spendere anche 10mila euro: avvocati, perizie.... Mi spiega perché, quando sono separazioni consensuali?"
Loro dicono che è per difendere le famiglie.
"Allora difendano quelle che si ricostituiscono, non quelle che si sono già rotte!".
Non si sente un prevaricatore dei moderati, dunque.
"Macché, moderati siamo noi".
Noi chi?
"Chi ha costruito il Pd sapendo che non ci si può portare dentro il 100% della propria identità. Tutti rinunciano a qualcosa per una sintesi comune".
Il problema è riuscirci.
"Senta, io e tanti altri la Margherita l`abbiamo fondata, nel 2000. La Binetti ci è entrata solo nel 2006".
La vuole già cacciare?
"Al contrario. Lavoro per un Pd in cui nessuno si senta ospite".
 


2 gennaio 2008


LAICI DEL PD: UNIAMOCI!

Dopo le dichiarazioni della Binetti sulla legge 194 scaturite dall'invito della triade Ferrara-Ruini-Bondi e che di seguito vi riporto, non possiamo fare a meno di rispondere con forza. Quindi chiamo a raccolta tutti i laici del Partito Democratico a Roma per unirci e far sentire la nostra voce: LA LEGGE 194 NON SI TOCCA!
Adesso basta. Organizziamoci e diamoci da fare.


Binetti: «Su 194 pronta a votare con Fi» (da Repubblica.it)
La senatrice Pd:«Demenziale invocare disciplina di partito su temi che toccano al fondo la coscienza». Paola Binetti accoglie con favore l’iniziativa parlamentare annunciata dal coordinatore di Forza Italia Sandro Bondi su una revisione della legge 194 che disciplina l'aborto, e si dice pronta a contribuire a una «maggioranza trasversale» sull’argomento. Intervistata dalla Stampa, la senatrice «teodem» del Pd spiega che «la mozione di Sandro Bondi è un grande passo avanti nella direzione giusta, cioè la difesa della dignità della persona e del valore sacro della vita». «La 194 è datata, ha trent’anni e per rivedere le linee guida della legge - puntualizza l’esponente del Pd - sono disponibile a dare il mio contributo alla formazione di una maggioranza trasversale».

        


7 dicembre 2007


UNIONI CIVILI: SI PROFILA UNA SCONFITTA?

La delibera sulle Unioni Civili approda in aula Giulio Cesare ma si profila una dura sconfitta per noi del Comitato Promotore. A nulla è valso il tentativo di mediazione posto in essere dal vice Sindaco Garavaglia che con tanta sensibilità aveva tentato di comporre le varie anime della maggioranza.
La parola fine è stata messa da un duro intervento della Chiesa che ha chiesto la bocciatura della delibera.
Ed il Partito Democratico si è adeguato invocando strumentalizzazioni della delibera da parte della sinistra massimalista. E a farne le spese sono sempre i cittadini, quella parte di cittadini da anni ignorata che vede ancora una volta calpestati i suoi diritti.

"il tema delle unioni civili viene utilizzato come strumento di battaglia politica e le delibere in discussione sono atti inutili e addirittura dannosi".

Queste parole, pronunciate dal Capogruppo del PD in Camidoglio, sono il sunto della posizione del PD sul tema delle unioni civili.
Il Pd ha ritenuto la delibera inutile poiche' serve una legge nazionale di regolamentazione delle unioni di fatto. Questo è vero ma queste sono  battaglie simboliche che a Roma, Capitale d'Italia e della cristianita' hanno un valore diverso. Parlare in politichese per  bocciare una delibera non serve a nulla. Io, dal canto mio mi limito a sottolineare il fatto che nel PD non tutti la pensano allo stesso modo tanto che  ci sono stati tre incontri con il vicesindaco Garavaglia e che solo l'Udeur si era scherata da subito contro la delibera insieme al consigliere Piva del PD. A quegli incontri c'era anche il capogruppo del PD, Pino Battaglia e sulla proposta Garavaglia c'era una grossa convergenza.
Aggiungo inoltre che l'apertura alle unioni di fatto era ampiamente contemplata dal programma del Sindaco Veltroni.

Nel frattempo sapete cosa ha fatto la senatrice teodem  BINETTI del PD? Alla fine non si è convinta e ha votato no alla fiducia posta dal governo al decreto legge sicurezza. La Binetti ha subito contestato la norma "anti-omofobia" contenuta in un emendamento al decreto legge, esprimendo le sue perplessità che hanno poi portato al voto contrario in Aula. A nulla è valsa la mediazione messa in campo dal governo con una lunga riunione tra la Binetti ed altri teodem, da un lato, e i ministri Mastella e Chiti, dall'altro. Ci ha salvato Cossiga.

Vi rammento che un altro senatore votò no alla fiducia, Turigliatto, che venne linciato mediaticamente ed espulso da Rifondazione Comunista per il suo gesto.

Giudicate voi...

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