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Santilli [ La democrazia delle idee ]
 




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Robert F. Kennedy
"Alcuni uomini vedono le cose per quello che sono state e ne spiegano il perchè. Io sogno cose che ancora devono venire e mi chiedo: perchè no."

Alcide De Gasperi
"Un politico guarda alle prossime elezioni. Uno statista guarda alla prossima generazione."


Claes in "L'Apprendista delle Fiandre" di D. Dunnett
"Sarete sorpresa signora. Penso di aver paura del ridicolo."


STO LEGGENDO:

Il resto di niente  di Enzo Striano

La misura del mondo di Daniel Kehlmann


VI CONSIGLIO

L'apprendista delle Fiandre  Dorothy Dunnett

Piazza Fontana. La verità su una strageLaurent Frederic, Calvi Fabrizio

Sovranità limitata. Storia dell'eversione atlantica in Italia. Cipriani Antonio e Gianni

Il partito del golpe  Gianni Flamini.

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27 ottobre 2010


IL 5 NOVEMBRE NASCE INIZIATIVA RIFORMISTA

EVENTO DI PRESENTAZIONE DEL PROGETTO POLITICO DI INIZIATIVA RIFORMISTA

 


21 ottobre 2010


ENEA- CASACCIA: RIACCESI I REATTORI NUCLEARI A ROMA

 Il Centro di Ricerche Enea Casaccia (fra Roma e Frascati), in occasione dei suoi 50 anni di attività ha ri-acceso due vecchi reattori nucleari, TRIGA e TAPIRO, costruiti negli anni ’70 ed ancora efficienti. In realtà questi reattori non sono mai stati spenti completamente ma solo messi a riposo ed utilizzati per altre sperimentazioni di carattere medico-scientifico. Da oggi però presso la Centrale ENEA alla Casaccia, già tristemente famosa per contenere 6.300 metri cubi di scorie radioattive (uranio,i plutonio ed altri derivati), i due vetusti reattori torneranno a funzionare a pieno regime e diventeranno il centro della sperimentazione nazionale per la riapertura delle centrali nucleari in Italia, così come vuole il Governo Berlusconi che, proprio  in questi giorni sembra che stia facendo particolarmente pressione nel voler riprendere quella strada interrotta dal referendum del 1987.

Quindi i due reattori, da oggi in “fase critica”, verranno utilizzati per delle sperimentazioni che consentiranno  di "adattare alla realtà italiana i reattori nucleari di terza generazione del tipo Epr che il governo intende realizzare", come riportato in queste ore dall’agenzia ANSA. L’ENEA ha fatto sapere in una nota che i due reattori TRIGA e TAPIRO torneranno a funzionare a pieno ritmo nell’ambito "del rinnovato impegno dell'Agenzia Enea nel fornire, in sintonia con le decisioni del governo in materia energetica, sostegno tecnico e scientifico alla crescita delle capacità e delle competenze del mondo industriale nazionale".
Praticamente, senza consultare nessuno, senza preavviso, senza alcuna legge passata nei due rami del Parlamento, senza ascoltare le voci di chi mette in guardia da un pericoloso ritorno al passato, il programma nucleare italiano è ripartito ed è da oggi in fase di sperimentazione, qui, a pochi chilometri dalla Capitale.
Tristemente, a presenziare con proteste alla riaccensione dei reattori i soli Verdi.

Gianluca Santilli 


23 settembre 2010


LEFT SU VELTRONI: IL PEGGIORISTA

 

 

 


30 luglio 2010


PRIMA LA POLITICA POI I GAZEBO

Prima la politica poi i gazebo di Gianluca Santilli

Siamo alle solite.

Talmente condizionati dalla non-politica berlusconiana, continuiamo a sfidarlo sul suo stesso campo.

Che è quello della personalizzazione della politica, della assoluta mancanza di un progetto compiuto e definito, dell’assenza di un’identità chiara e distinta. L’assurda politica del nome apposto sotto il simbolo del Partito. Un nome dietro l’altro, un carosello di unti dal Signore, di presunti salvatori della Patria.

Oggi tocca a Nicola Vendola. E’ uscito allo scoperto: a lui Ritanna Armeni attribuisce non ben specificate proprietà taumaturgiche (sarà per la sua fede in Padre Pio?) che potrebbero permettergli di “vincere le primarie del Pd”. Primarie del Pd? Cioè? Semmai le primarie di coalizione, come quelle che videro protagonisti Prodi e Bertinotti. Ma tant’è.

E’ partita la volata tirata con la consueta parzialità di certa stampa che afferma che Vendola piace ai militanti del Pd e ad alcuni dirigenti. Si elencano intellettuali che tifano per lui, si fanno i nomi di imprenditori, si tirano per la giacchetta personaggi come don Luigi Ciotti.

Il Pd? Vendola affascina i simpatizzanti del “partito liquido” nella base, dei giovani, delle “anime belle”, molti malpancisti cronici, ma soprattutto è il grimaldello che alcuni dirigenti in discesa, sconfitti dalle loro stesse armi, le primarie, vorrebbero usare per scardinare una segreteria che non gradiscono.

La riproposizione è quella, di nuovo, di un partito liquido, senza un progetto politico, che improvvisamente, individua un leader, se ne appropria e lo immola sull’altare della Patria.

Verrebbe da dire: E no, adesso basta falsi miracoli!

Il Pd dovrebbe ripartire dal semplice, classico, schema, ovvero una piattaforma programmatica seria, riformista, aperta, in cui tutti si riconoscano e che dia a questo centrosinistra quell’identità di cui si sente l’esigenza. E nel frattempo cercare i giusti “interpreti” di quelle idee e dopo trovare quel leader in grado di battere le destre.

Incantare il popolo, suggestionarlo è facile. Lo abbiamo visto. Rinunciare, anche a sinistra, alla proposizione di un serio progetto politico serio che sia alternativa credibile al populismo superficiale delle destre, è quanto mai grave. E il fenomeno Vendola rischia di significare questo, leader di un partito che non arriva nemmeno al 3% alla perenne ricerca di una casa in cui inserirsi e che rincorre la vecchia e cara ideologia della soddisfazione dei bisogni dimenticando ancora una volta quel difficile discorso legato alle “esigenze” degli esseri umani.

L’Italia ha bisogno di altro. Ha bisogno di ricreare un pensiero politico nuovo, di centrosinistra, riformista, capace di coniugare l’uguaglianza con la libertà, che abbatta le disuguaglianze sociali e al contempo favorisca la realizzazione delle esigenze di ciascuno. Un progetto politico nuovo che ribadisca la priorità della politica e che, soprattutto, rimetta l’uomo al centro, una sorta di nuovo Umanesimo.

Questo finora non c’è stato. Qualcosa nel PD si muove, qualcuno timidamente ne fa cenno ma di certo non si vede in SeL e neanche nel suo leader. Un personaggio costruito, gommoso, parte di una liturgia che lo vuole di sinistra, comunista, cattolico, devoto di Padre Pio, onesto, vincente, insomma una sorta di Frankenstein buono per tutte le stagioni. Il prodotto di quel massimalismo derivante dalla disperazione politica. Quella disperazione in cui siamo caduti per la mancanza di un pensiero e dalla quale, non trovando vie d’uscita, ci sentiamo sopraffatti e ossessionati. L’uscita di emergenza che ci viene proposta, l’uomo della provvidenza, non è però reale, è un palliativo, una falsa rappresentazione della realtà. Ha detto Vendola: “Dobbiamo smetterla di concepire la politica come semplice e feroce competizione. L’idea che la politica sia solo competizione, annientamento del nemico, è l’espressione del berlusconismo che è dilagato nella nostra società e si è largamente insediato anche a sinistra”.

L’espressione più forte del berlusconismo è invece, a nostro avviso, la personalizzazione della politica da lui largamente praticata (le fabbriche di Nichi, il suo nome riportato nel simbolo del partito, l’esercito di Nichi). è proprio ipotizzare che possa esistere un modo di fare politica diverso da una sana competizione delle idee, l’espressione più verace del berlusconismo. è il partito dell’amore, l’ “animabellismo”, il voler sfumare a tutti i costi i colori e le differenze creando un indefinito acquerello populista dove non c’è differenza fra destra e sinistra, dove si può dire tutto e il contrario di tutto. Nel quale sopravvivono solo i leader in TV che evocano improbabili scenari travolgenti e traboccanti di passioni. L’assunzione del maggioritario, una scellerata legge elettorale e un falso presidenzialismo hanno alimentato questa personalizzazione della politica, svuotando di fatto le assemblee elettive. Ed il vero tema per il quale i parlamentari di centrosinistra si sarebbero dovuti incatenare in aula è la riforma di questa legge elettorale. Ma tutto tace.

L’idea invece, il sogno, il progetto, il desiderio è quello di ripartire dal Partito, di creare una vera forza politica di centrosinistra, aperta, riformista, dialogante, responsabile, solidale ed egualitaria. Sotto il vessillo del PD per dialogare poi con il centro.

I leader, la classe dirigente verrà fuori da sola, senza bisogno di evocare nuovi uomini della provvidenza.

Nicola Vendola sfida il Pd sul suo campo, quello accidentato delle primarie. è un suo diritto e nessuno glielo può negare, ma nessuno all’interno del PD dovrebbe pensare di poterlo sfruttare per altri fini, sicuramente meno nobili. Una volta questa si chiamava “intelligenza con il nemico”. Ora, più semplicemente, non si chiama nemmeno più. Non riusciamo neanche ad indignarci. Berlusconi ci ha scippato anche questa capacità.

Gianluca Santilli su LEFT del 30.07.2010
 


30 giugno 2010


GIANNI MINA' TORNA ALLA FESTA DELL'UNITA' DI ROMA 2010

Si, martedi 13 luglio alle 21.00 Gianni Minà, dopo anni di assenza, tornerà alla Festa dell'Unità di Roma 2010.
A dire la verità è già tornato 2 volte in questi giorni ed ha apprezzato il clima di partecipazione ed unità che vi si respira.
Il 13 luglio condurrà un dibattito dal titolo AMERICA LATINA LABORATORIO PER LA SINISTRA EUROPEA?" insieme a Gianni CIPRIANI e Gianluca SANTILLI.

Vi attendiamo numerosi.



Data:
martedì 13 luglio 2010
Ora:
21.00 - 23.30
Luogo:
Festa dell'Unità di Roma 2010
Via:
Caracalla
Città/Paese:
Rome, Italy

Descrizione 

AMERICA LATINA LABORATORIO PER LA SINISTRA EUROPEA?
Dibattito in collaborazione con GLobalist.it sulla sinistra condotto da:
Gianni MINA'
Gianni CIPRIANI
Gianluca SANTILLI

Presentazione della rivista LATINOAMERICA




8 giugno 2010


FESTA UNITA'. SANTILLI (PD ROMA): CONFRONTO SIA SUL CONTENUTO NON SUL CONTENITORE

"La battaglia oggi che deve vedere il partito democratico unito riguarda il fatto che questa estate possa svolgersi a Roma la tradizionale festa estiva del PD, infatti, nessuna conferenza dei servizi é stata fino ad ora riconvocata dall'amministrazione comunale e i tempi stringono. Vorrei dire al senatore D'Ubaldo che aprire oggi un dibattito sul nome della festa rischia di indebolire il fronte comune che deve vederci tutti coinvolti nel far si che da qui a poche ore si possano ottenere risposte chiare dagli organi preposti a concedere le autorizzazioni. In questi anni la festa é sempre stata costruita e vissuta con uno spirito democratico e plurale. Per una volta facciamo si che se proprio ci debba essere un motivo di confronto all'interno del partito questo sia sul contenuto e non sul contenitore. Volevo far notare inoltre come la festa del PD sia tradizionalmente riconosciuta dai romani come festa dell'unità, non é quindi stato un tentativo di imporre il nome ma una spontanea accezione da parte dell'opinione pubblica, dei media e della base che riconosce in questo nome parte della storia politica della Roma democratica e che forse grazie a questo nome si é ancor di più identificata nella battaglia di queste ore" ha affermato Gianluca Santilli, membro dell'Esecutivo Pd di Roma


28 aprile 2010


I lanciatori di limoni fermano anche Blocco Studentesco

DA IL TEMPO DEL 28.4.2010

Un'altra vittoria per chi ha disonorato Porta San Paolo: annullato il corteo dei ragazzi di destra. La risposta: il 7 maggio manifesteremo lo stesso.

Imbratta imbratta che qualcosa attacca. Le accuse di neofascismo dei lanciatori di limoni e le minacce di disordini hanno fatto centro. È stata annullata la manifestazione del 7 maggio di Blocco studentesco. Il movimento di destra legalmente riconosciuto, che rappresenta il 27% degli studenti delle superiori, e di fatto è il primo di Roma e provincia, dovrà rinunciare al corteo da piazza della Repubblica alla Bocca della Verità. Ieri mattina la Questura di Roma ha "invitato" Blocco Studentesco a rinunciare alla manifestazione. In caso contrario, il corteo sarebbe stato comunque vietato con un divieto formale.

A Roma il diritto di manifestare ce l'hanno solo i lanciatori di limoni. Il 25 aprile hanno messo in fuga la Polverini e il presidente della Provincia Zingaretti coi lanci di uova frutta e monetine. E a due giorni dai fatti di Porta San Paolo incassano un'altra vittoria: volevano criminalizzare i movimenti giovanili di destra e ci sono riusciti. Volevano mettere il bavaglio alla manifestazione del 7 maggio di Blocco studentesco e Casa Pound. E hanno fatto bingo. Una settimana fa ci avevano provato i partigiani. «Un'incombente marcia su Roma» avevano definito il corteo di Blocco studentesco. L'altro ieri ci si è messo anche il segretario del Pd Roma Marco Miccoli con Gianluca Santilli a fare la solfa. Seguito a ruota da Gianluca Peciola (Sel). Senti chi parla. «Guidò le cariche contro il Blocco studentesco 2 anni fa a piazza Navona» ricorda Gianluca Iannone, presidente Casa Pound Italia.

Ma Blocco studentesco non ci sta. «È una decisione che non possiamo accettare - dicono - in piazza il 7 ci saremo comunque, perché accettare questo divieto equivale a sottomettersi alla violenza e all'ingiustizia, e non possiamo permettere che siano i violenti, i prepotenti, gli arroganti fautori del pensiero unico a decidere, a colpi di intimidazioni, quando e come dobbiamo manifestare, imponendo alle istituzioni la loro volontà a furia di minacce». Perché questo veto? «Il questore - spiegano - ha ritenuto che le minacce di provocare disordini da parte dei centri sociali costituissero un problema per la sicurezza tale da impedire lo svolgimento di una manifestazione pacifica autorizzata già da tempo».

Oggi alle 10 una delegazione del Blocco studentesco, insieme al deputato del Pdl Francesco Aracri, e ai due consiglieri capitolini Ugo Cassone e Luca Gramazio, si recherà al ministero dell'Interno per chiedere di essere ricevuta. «A Maroni porteremo il dossier sulle aggressioni di cui siamo stati bersaglio negli ultimi anni e gli chiederemo di garantire il legittimo diritto di tutti a manifestare. Un diritto - concludono - che siamo pronti a difendere anche con altre pacifiche iniziative». Sui risultati dell'incontro si terrà una conferenza stampa alle 14 a CasaPound, in via Napoleone III 8, a Roma.

Grazia Maria Coletti

28/04/2010


28 aprile 2010


BLOCCO STUDENTESCO, MICCOLI-SANTILLI (PD): «INTERVENGA PREFETTO»

 BLOCCO STUDENTESCO, MICCOLI-SANTILLI (PD): «INTERVENGA PREFETTO» (OMNIROMA) Roma, 26 apr - «Per quel che riguarda la manifestazione nazionale del 7 maggio di blocco studentesco a parte gli evidenti richiami al fascismo che fanno dell'ipotesi di reato di apologia una certezza, già circolano da tempo sui siti web di area farneticanti messaggi che inneggiano a battaglie e marce su Roma. C'è un evidente emergenza sicurezza per questo chiediamo al Prefetto di Roma di adoperarsi per impedire lo svolgimento per tutelare la cittadinanza da una manifestazione che rischia di trasformarsi in guerriglia urbana tra il movimento di destra e frange». A dichiararlo in una nota sono Marco Miccoli, Segretario Pd Roma e Gianluca Santilli, membro dell'Esecutivo del Pd di Roma.


3 febbraio 2010


A.A.A. PROFESSIONISTI DELLA COMUNICAZIONE CERCASI

Si, hai letto bene. Cerchiamo giovani e meno giovani, volontari, professionisti della comunicazione che abbiano voglia di laorare per il Partito Democratico di Roma nella dura campagna elettorale che ci accingiamo ad affrontare.
Quindi, si parte:
LUNEDI 8 FEBBRAIO, ALLE ORE 18.30, IN VIA DEL TRITONE 102 SI TERRA' UNA PRIMA RIUNIONE DEL GRUPPO COMUNICAZIONE DEL PD ROMA.
Esperti di comunicazione, blogger, webmaster, web designer, spin doctor, navigatori incalliti: abbiamo bisogno di voi per la campagna di comunicazione del PD ROMA.

VI ASPETTIAMO.


 

 


1 dicembre 2009


12 DICEMBRE 1969 - IL GIORNO DELL'INNOCENZA PERDUTA - A ROMA RICORDIAMO COSI'

12.12.1969 - 12.12.2009 UNA STRAGE DI STATO - 40 ANNI DI OBLIO

Il CESINT (www.cesint.org), in collaborazione con la Provincia di Roma, il Municipio Roma 6, la Casa del Cinema e Rai Teche propone un evento in occasione della giornata del 12 dicembre 2009 quando cadrà il 40ennale dalla Strage di Piazza Fontana (Milano, 12.12.1969) e degli attentati di Roma. Il progetto parte dalla necessità di tenere vivo il ricordo della strage e del periodo della c.d. “strategia della tensione”. L’intenzione è quella di fare del 12 dicembre il Giorno della Memoria proprio in un momento in cui, da molte parti, giungono avvisaglie di revisionismo ed abuso pubblico della storia.

L'evento si dipanerà fra incontri, dibattiti e proiezioni di film e cortometraggi in una “maratona”, dalle ore 15 fino alle 22, presso La Casa del Cinema (constatata l'idisponibilità del Nuovo Cinema Aquila nel Municipio Roma 6, abbiamo scelto una location altrettanto prestigiosa come la Casa del Cinema) sul cui palcoscenico si alterneranno magistrati, giornalisti, familiari delle vittime, artisti, testimonial, politici e cittadini sotto la regia del CESINT (il Centro Studi Strategici Internazionali condotto da Gianni Cipriani). A tal fine hanno già aderito, tra gli altri:

Roberta Serdoz (giornalista)
Elisabetta Margonari (giornalista)
Massimo Caviglia (giornalista)
Marco Spagnoli (critico cinematografico)
Riccardo Tozzi (produttore cinematografico)
Andrea Occhipinti (produttore cinematografico)
Enzo Porcelli (produttore cinematografico)
Renzo Rossellini (produttore cinematografico)
Luciano Sovena (A.D. Cinecittà Luca)
Giuseppe Narducci (produttore cinematografico)
Sergio Flamigni (storico e scrittore)
Antonino Intelisano (magistrato)
Oliviero Bergamini (giornalista)
Daniele Biacchessi (giornalista e attore)
Giovanni Fasanella (storico e scrittore)
Giulio Pelonzi (V.pres. Commissione Cultura Roma)
Nicola Zingaretti (Presidente Provincia di Roma)
Roberto Gualtieri (V.pres. Istituto Gramsci ed Eurodeputato)
Giammarco Palmieri (Presidente Municipio Roma 6)
Rosa Calipari (Deputato)
Silvio Di Francia (Giornalista)
Giuliana Sgrena (Giornalista)
Vauro (giornalista e vignettista)
Vincino (giornalista e vignettista)
Johnny Palomba (attore)
Gianni Minà (gironalista)
Serena Visintin (assessore legalità provincia Roma)
MarcellaLucidi (ex sottosegretario Min.Interno)


Avremo la proiezione de "La notte della Repubblica" di Sergio Zavoli grazie al contributo di RAI Teche.
A seguire una tavola rotonda dal titolo "cinema e terrorismo" ed un'altra tavola rotonda dal titolo "legalità e memoria"

A condurre la serata saranno Roberta Serdoz e Elisabetta Margonari, mentre siamo ancora in attesa delle adesioni di molti altri artisti.
Sarà quindi una giornata di testimonianze, letture, proiezioni, dibattiti, recitazione e molto altro. Nel progetto sono coinvolti anche RAI3, SKY, Radio Popolare, Radio Rai 3 e la Regione Lazio.


A cura di Gianni Cipriani e Gianluca Santilli
Contatti e info:
gianluca.santilli@comune.roma.it
Tel.338.2341119

"...un Paese che non riesce a guardare avanti, perchè resta prigioniero del proprio passato, dividendosi aspramente sull'interpretazione degli ultimi 50 anni di storia. Dandone spesso letture così contrapposte da essere quasi caricaturali, nella loro speculare faziosità. E chi prova a fare operazioni di verità, in un c...ampo come nell'altro, resta sostanzialmente isolato" (G. Pellegrino, La guerra civile, Bur, 2005)

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