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3 agosto 2009


ROMA CHIEDE UNA SVOLTA

Cari amici,
vi segnalo un interessante articolo del Cons.Giulio Pelonzi dal titolo "Roma chiede una svolta", avente per oggetto la realtà romana del PD nella fase precongressuale, pubblicato dal quotidiano EUROPA, sabato 1 agosto 2009.



La lettura della realtà fornita dal direttore nel suo editoriale “Roma, dal miracolo all’incubo” non è conforme a quanto – da consigliere comunale – percepisco stia accadendo a Roma.
Il punto di partenza dell’analisi è condivisibile.
“La fusione è un valore”. Se lo è mi chiedo perché è giudicato negativamente chi ha il coraggio di lasciare le aree di provenienza per gettare davvero le basi di un nuovo partito? Il valore delle contaminazioni e il ricambio della classe dirigente dal basso non deve e non può essere letto come lotta di potere.
Oltre il danno anche la beffa: essere additati prima come la causa del fallimento di un progetto e poi come dei “traditori”.
Il flop elettorale ha come causa la crisi e la decadenza del modello Roma che è imputabile a molti elementi non identificabili solo nella figura del candidato a sindaco o nell’abbandono di Veltroni – percepito erroneamente come tradimento dai cittadini – e neanche però nella considerazione che il Pd di Roma «sia nel suo insieme un partito condizionato dalle logiche di potere», visto che fino ad oggi è stato gestito direttamente dal livello nazionale.
È proprio la mancanza di autonomia decisionale che ha portato i gruppi dirigenti romani che vedono nel Pd disegnato come partito federale, radicato nei territori e nella selezione della classe dirigente dal basso, un’occasione per mettersi in gioco e per ricostruire quei punti di forza che per molti anni ci hanno fatto governare la città di Roma. Sono queste considerazioni, tutte politiche, che si ritrovano nella mozione Bersani, a spingere un gruppo dirigente, finora schiacciato da logiche di potere, a liberarsene.
Oggi è la città tutta che rifiuta quelle leadership e quei modelli e che ci sta chiedendo il cambiamento che stiamo attuando.
L’efficacia della nostra azione di opposizione al sindaco Alemanno può sicuramente essere migliorata a patto che sia raggiunta una piena autonomia della classe dirigente romana rispetto ai programmi e ai progetti ereditati dal passato, oggi non più condivisi, e che si organizzi un partito in grado di portare fuori dall’aula Giulio Cesare, nelle piazze e nelle strade della città, le battaglie che da istituzionali devono diventare sociali.
Credo fortemente che la politica di prossimità sia l’elemento determinante per la ripresa del partito a Roma e per alimentarla bisogna dare nuova forza al sistema dei circoli e maggiore dignità alla figura dei militanti.
Luoghi e persone che rappresentano il partito tutto e che esistono a prescindere dal circuito dei media. A loro spetta una prima elaborazione dei problemi legati ai territori perché li vivono quotidianamente.
A loro deve essere garantito il diritto di scegliere chi li rappresenta, senza trovarsi di fronte a chi “viene calato dall’alto”.
Spetta a queste persone il coraggio del cambiamento e il compito di disegnare il nuovo Partito democratico del futuro.
Auspico che si formi nel tempo una nuova area culturale e una nuova classe dirigente, non sulla base di filiere più o meno nobili, ma su un nuovo progetto per la città che, dalle ceneri del modello Roma, alimenti il fuoco dell’opposizione ad una destra che rischia di portare la città ad un nuovo Medioevo.

Giulio Pelonzi*

*consigliere comunale del Pd di Roma
 


11 dicembre 2008


NUOVE STRATEGIE PER LA SICUREZZA IN ITALIA E A ROMA


18 luglio 2008


ECCO LA VERITA' SU VELTRONI-BETTINI

In questo periodo sono stato bersagliato da tutti i miei colleghi (di partito) di rito Bettiniano-Veltroniano per il mio post in cui chiedo a Goffredo Bettini di farsi da parte e di lasciare spazio ai giovani.
Me ne hanno dette di tutti i colori, sia sul blog (75 commenti) che di persona... tanto che andare a Caracalla alla Festa de l'Unità è diventata una via crucis, ogni 10 metri una stazione.
Tuttavia non ho rinnegato nè rinnego una sola virgola di quanto asserito in quel post.
Roma, che non è il fantabosco, negli ultimi 2 anni, è stata governata in maniera pessima: decentramento ZERO, AMA allo sbando, trasporto pubblico locale alla deriva, commercio governato direttamente dal Gabinetto del Sindaco esautorando di fatto l'Assessore... e via discorrendo.
Negli ultimi 2 anni, Il Messaggero ha praticamente attaccato la Giunta tutti i santi giorni inaugurando 2 pagine dal titolo "La Città del Degrado"...
E i risultati di ciò non hanno tardato ad arrivare.
Ed ora Panorama scopre che il Sindaco Veltroni sapeva bene che avrebbe perso.
In un documento riservato rinvenuto da un giornalista finalmente viene fuori quello di cui molti parlavano.
NEL 2007 IL 70% DEI ROMANI RITENEVA CHE RISPETTO AL 2006 ROMA FOSSE PEGGIORATA NOTEVOLMENTE, RIDOTTA AI MINIMI TERMINI
E i prodi Veltroni e Bettini si sono ben guardati dal publbicare questo sondaggio o dal dirlo a Rutelli... eh no, serviva un agnello sacrificale...
Ne vedremo delle belle nei prossimi giorni.

Per leggere tutto l'articolo di Panorama clicca qui


14 luglio 2008


RUTELLLI E "I CORAGGIOSI" RILANCIANO DA MONTECATINI

Nel corso dell’assemblea di Glocus Francesco Rutelli ha chiamato a raccolta la componente dei “Coraggiosi” ed ha chiesto al PD di dettare l’agenda politica del Paese. E’ emerso con chiarezza che il PD è in difficoltà di fronte a “singolari” alleanze che si sono sciolte come neve al sole alle prime difficoltà. Rutelli ha chiesto al PD di rimettersi in movimento evitando l’immobilismo che sta caratterizzando questa prima fase. Abbiamo bisogno di uno shock da cui ripartire con nuove alleanze e nuove priorità. Mi pare che Rutelli avverta la medesima necessità di cambiamento che avverto io. Per questo parlo di rinnovamento della classe dirigente e della necessità di ripartire con nuovi stimoli e nuove idee che comprendano anche l’antiberlusconismo ma che non siano solo quello. Quindi ben vengano nuove alleanze ma sempre nell’ottica del rinnovamento del nostro asfittico Paese. Proprio ieri sera ascoltavo Walter Siti nel corso di un incontro sul suo nuovo libro. Siti ha setto una cosa che mi ha fatto venire i brividi: “… purtroppo a mio parere questa società è fottuta, il modello ha fallito… … o si ricomincia da capo o ci si adagia rinunciando a lottare e come va, va…”. Ecco, a me di adagiarmi non mi va. Voglio lottare. Questa società non può morire così.

Riporto, di seguito, alcuni brani del discorso di Francesco Rutelli, estratti da Valerio Pieroni:

Le alleanze di nuovo conio
Alleanze di nuovo conio per il Pd, ma serve che prima si definisca il nuovo conio, e conseguentemente vengano le alleanze. Sarà più facile su questa base scegliere, sia per gli alleati che e per gli elettori. In queste elezioni il Pd che è andato 'libero' ha recuperato voti a sinistra e nemmeno uno in tutti gli altri territori, e quelli non sono voti a vita: dobbiamo essere consapevoli che il voto utile dello scorso 13 aprile non sarà necessariamente considerato tale nei prossimi appuntamenti elettorali. Ciò rende indispensabile costruire una nuova fisionomia del Pd, che sia capace di parlare alla totalità dell'elettorato”.
“L'accordo Pd-Idv è sostanzialmente entrato in una fase di difficoltà: non sfugge a nessuno di noi che il compito del Pd è anche quello di riformulare alleanze perché siano durature, e non alleanze elettorali di cui pentirsi. Il collante del centrosinistra non può più essere l'antiberlusconismo, ma allo stesso tempo deve concludersi la fase politica dove l'unica cosa di cui sembra che ci occupiamo è 'dialogo sì, dialogo no, perché in questo caso è sempre Berlusconi che comanda. E' fisiologico nell'avvio di una legislatura, ma il compito del Pd è fare incursioni, sfondamenti, avere la capacità di formare l'agenda del nostro Paese”.

Sicurezza
Non si può continuare a parlare dello scarto fra la percezione e la realtà in materia di sicurezza, perché la percezione paura dei cittadini è una cosa reale. Che centrosinistra è uno che non si rende conto che il suo dovere è tutelare le persone comuni? Quando si parla dell'alimentare la paura, non possiamo continuare con la storia della differenza fra percezione e realtà, perché la percezione della paura è realtà”. 
“Il Partito Democratico deve essere al 100% credibile sui temi della sicurezza, perché è insopportabile che quando qualcuno del Pd parla di sicurezza ci sia qualcuno che si alza e dice 'non vi affannate a fare la brutta copia della destra'. Questo mi fa impazzire. Come se il fatto di aver misurato nei quartieri popolari il sentimento che ha portato a votare a destra perché nei palazzoni delle periferie hanno sperimentato il furto dei vasetti del basilico e dei panni stesi alla finestra, fosse un tema di destra”.

Il futuro ruolo del Partito Democratico:
Il Pd deve proporre all'Italia la propria agenda altrimenti verrà meno il motivo per cui lo abbiamo creato e rimarrà minoranza stabile. Per quindici anni è stato Berlusconi, che fosse al governo o all'opposizione, a dettare l'agenda sostanziale dell'Italia. Il Pd è nato proprio per dare la propria agenda all'Italia e conquisterà la maggioranza degli italiani non per il fallimento degli italiani non per fallimento di Berlusconi ma perchè le sue idee e la sua agenda vengono condivise dalla maggioranza degli italiani. Il PD deve attendersi di avere un dissenso davanti a se’, deve far discutere, non deve aspettarsi autostrade spianate. In sostanza serve una fase in cui si sarà in minoranza nel paese, ma occorre accettare che in una fase iniziale si perdano consensi, con l'obbiettivo di conquistarne nell'altro campo e nella società vasta”.


6 luglio 2008


BETTINI SI FACCIA DA PARTE E LASCI SPAZIO AI GIOVANI

Ho sempre affermato che la nostra classe dirigente è ormai ripiegata su se stessa, tutta presa ad ascoltarsi beandosi delle proprie parole ed infischiandosene di quel che accade intorno a loro. Goffredo BETTINI ne è l'esempio più chiaro.
Da uomo ombra (forte) del Sindaco Veltroni ha lasciato Roma nella confusione più assoluta dopo aver consigliato a Veltroni di dimettersi da Sindaco dopo solo 2 (due) anni di mandato...
Poi ha contribuito, con la sua sciagurata idea delle associazioni-fondazioni, alla disgregazione del PD in mille rivoli e rivoletti. Poi se ne è andato a fare il coordinatore nazionale del PD contribuendo anche lì, con il suo fare carbonaro, a gettare nello scompiglio il Partito che praticamente è ora privo di guida e  si auto-governa, male, come nemmeno un Centro Sociale autogestito saprebbe fare.
Il risultato? D' Alema fonda "ReD", la Turco "A Sinistra", i Popolari si surriscaldano, i rutelliani si incazzano... e lui cosa dice? 
Prima in campagna elettorale la magnifica idea "andiamo da soli" (quella l'ho condivisa con entusiasmo) poi venerdi su Repubblica afferma: "Guardiamo sia all'UDC che a Rifondazione" praticamente smentendo tutto quello che abbiamo fatto finora.
Berlusconi violenta la Costituzione? E lui tace.
Berlusconi vieta le intercettazioni? Qualche timido diniego.
Berlusconi vuole riformare il CSM? Vuoto spinto.
Berlusconi ferma i processi? Altra timida parolina.
Tutta Italia chiede una reazione? A ottobre, adesso ci sono le ferie, il mare, fa caldo...
Di Pietro urla? e noi tacciamo.
Mezza Italia l'8 luglio scende in piazza a protestare? Bè, noi no, perchè, sapete, bè, aspettiamo...
Dulcis in fundo Bettini ieri cosa dice al Congresso dei Socialisti? Se abbiamo perso Roma la colpa è anche del candidato, Rutelli.
Adesso basta Bettini è troppo... Forse Rutelli non sarà stato il miglior candidato ma ti ricordo che lo hai indicato proprio tu. Lo hai costretto a candidarsi indicandolo come l'unico che poteva vincere. Te l'ho sentito dire personalmente...
Forse hai la memoria corta ma Roma l'hai governata tu negli ultimi anni, se ci siamo seduti sul potere il principale artefice di ciò, sei tu, se la nostra classe dirigente, tu compreso, è stata più attenta alla gestone del potere personale che alle esigenze della Capitale e dei suoi cittadini, la colpa è quasi tutta tua.
Se abbiamo disseminato Roma di Casa del Jazz, Casa della Memoria, Casa, dello Sport, Casa del Ballo, Casa del Cinema, Casa dei Teatri, Casa dell'Architettura... e DI POCHE CASE PER I ROMANI  la colpa è principalmente tua.
Se ci stanno mettendo alla berlina per il buco nel bilancio di Roma, forse qualcosina avevi il dovere di spiegarla ai romani.
Se ci siamo spartiti i posti nei CdA delle aziende come AMA, Trambus, ATAC ecc. ecc. e i loro bilanci sono tutti in rosso, forse qualcuno dei dirigenti dovrebbe fare mea culpa.
Se il nostro PRG è stato tanto criticato qualcosa dovremmo dire.
Se abbiamo perso probabilmte è perchè abbiamo governato male.
E chi governa male, e perde, si dimette.
Prego Bettini, si accomodi, lasci spazio a ad una nuova generazione di dirigenti.


24 maggio 2008


UNA FEDELE RAPPRESENTAZIONE DELLA REALTA': LA SINISTRA E L'ATTICISMO MILITANTE

 L'avevo vista su un inserto de L'Unità e mi aveva molto colpito questa vignetta di Stefano Disegni. Oggi l'ho ritrovata sul sito di Mario Adinolfi. E' stupenda, altro che analisi del voto alla ricerca del perchè della sconfitta, delle ragioni del vento di destra e bla, bla, bla. L'atticismo militante, ecco perchè abbiamo perso.
Dell'altro grignolino?


19 maggio 2008


AMEDEO PIVA



 


2 maggio 2008


J'ACCUSE...! E ORA QUALCUNO SI FACCIA DA PARTE

L’agnello è stato sacrificato sull’altare della supponenza e della presunzione e il danno fatto dai “Signori della Politica” romana è ormai irreparabile.
Forse è stato necessario per smontare un castello di carte che da tempo dominava la scena politica romana all’ombra dell’abusato “modello Roma”. Decine di colonnelli senza esercito, ormai poco avvezzi a stare tra la gente, inadeguati ed impossibilitati a comprendere i veri bisogni dei cittadini si sono per anni riempiti la bocca con uno slogan, “modello Roma”, tanto vero quanto incredibile per la cittadinanza. 15 anni nelle stanze dei bottoni li hanno allontanati dalla base… e nemmeno se ne sono accorti.

E sono, siamo, stati puniti.

Francesco Rutelli è quello che farà da capro espiatorio per questa “casta”, quello che pagherà per tutti “perché non è piaciuto”, “perché è un cavallo di ritorno”, ma è bene che da oggi qualcuno si faccia un esame di coscienza. Esamini cioè il suo impegno fra la gente, il tempo passato in campagna elettorale in mezzo ai cittadini, le sue motivazioni, il suo essere credibile.

Quanta gente in quel Comitato elettorale, quanta dietro i computer, quanta poca nelle piazze.
Dove erano i Deputati, i Senatori, i Consiglieri Regionali, quelli Provinciali, gli aspiranti Assessori (ne ho contati fino a 20 per 12 posti…), i Presidente e gli Amministratori Delegati delle municipalizzate, i Consiglieri di Amministrazione, i consulenti strapagati e la pletora di altri “acari” che da anni vive, assai bene, nel sottobosco creato dal “modello Roma” crogiolandosi e beandosi del lavoro fatto da altri? Unico impegno degli “acari”: essere tempestivi per farsi trovare al posto giusto al momento giusto, quando c’è da occupare una poltrona, quando si accendono le luci della ribalta televisiva o quando c’è da imporre l’assurda logica delle spartizioni correntizie.
Lo vogliamo capire che questo sistema è ormai asfittico, popolato da questi personaggi autoreferenziati che si replicano e si ripropongono all’infinito, e che è destinato, così come ora è concepito, a sparire? Qualcuno ora avrà il coraggio di dire che così non funziona?
Molti notabili che occupano posti di potere e responsabilità non rappresentano altro che loro stessi come crudamente dimostrano i risultati al Comune dei competitor per un seggio in Campidoglio del PD e delle 3 liste “civiche”. Il rapporto fra rappresentato e rappresentante, l’essenza della democrazia, è rotto, sfilacciato, sacrificato in nome degli interessi personali.
La loro supponenza, la loro irresponsabilità, il loro sentirsi “casta” è stata una delle cause, se non la principale, della criminale dilapidazione del bel patrimonio delle primarie, quando migliaia di persone si erano pazientemente messe in fila per esprimere il loro consenso ad un progetto che aveva i presupposti della “svolta”. E adesso eccoli lì, tutti a correre verso il paracadute provinciale o municipale o regionale.
Non sarebbe meglio che vi faceste da parte, lasciando lavorare chi nella Politica, come strumento di progettazione del futuro per la nostra Città e per il nostro Paese, ci crede ancora ed ha investito sulla propria persona vivendo quotidianamente il territorio e garantendo l’esistenza della democrazia di prossimità già tanto maltrattata da una scellerata legge elettorale?

Invito quindi il Coordinatore romano a non dimettersi anche se qualcuno per strategia correntizia ed interesse personale gli chiederà di farlo.
Caro Riccardo Milana, proprio ora abbiamo bisogno di stabilità e di continuare a lavorare per una politica vicina ai cittadini che porti ad essere il Partito Democratico quel “partito utile” di cui parlammo mesi fa e che riuscì, ancora una volta, ad emozionarci.

Gianluca Santilli, Consigliere PD e Collegio dei Garanti PD-Roma


29 aprile 2008


VOLEVATE LA DESTRA? ECCOVI ACCONTENTATI...

I signori sono serviti con tanto di saluti romani, celtiche, teste rasate e giubbotti neri. Manca solo il caratteristico manganello ma non ho dubbi che prima  poi uscirà anche quello. Avevate voglia di cambiare? Eccovi il Popolo delle Libertà. Vedrete subito i risultati: niente più nomadi, fuori gli extracomunitari da Roma, al rogo i perfidi rumeni e subito TUTTI PIU' SICURI. E poi,  enormi squadroni di spazzini lucidaranno i marciapiedi della Capitale, un esercito di operai tapperanno tutte le buche e poi case per tutti, bus nuovi di zecca, taxi ogni due minuti, Bettini impiccato con una pellicola durante il Festival del Cinema, Veltroni sarà esiliato in Africa e Rutelli costretto a vivere su una bicicletta.

"Beati i romani!"  grideranno dalle Alpi all'Etna... nel frattempo, godetevi questi:



 


23 aprile 2008


CHI DIFENDE IL RUMENO? PETTINARI?

Mi è appena giunta questa notizia... ve la giro così come pervenutami senza assumermi responsabilità per la veridicità delle affermazioni.
E' assai curiosa la cosa... 

Come può un rumeno senza fissa dimora, mezz'ora dopo aver aggredito la povera ragazza nei pressi della Stazione della Storta ad avere come ifensore l'avvocato Francesco Saverio Pettinari famoso penalista difensore del magistrato Metta indagato, nell'ambito del processo Lodo Mondadori che vedeva indagati Berlusconi, Pacifico, Previti e Squillante? inoltre l'avvocato Pettinari risulta iscritto in gioventù all'MSI. Guarda caso uno dei soccorritori della ragazza firma con Alemanno con tanto di foto sul Messaggero del 22 aprile 2008, il patto per la legalità e la sicurezza.

Agatha Christie faceva dire a Poirot che tre coincidenze diventano un'indizio.

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