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"Alcuni uomini vedono le cose per quello che sono state e ne spiegano il perchè. Io sogno cose che ancora devono venire e mi chiedo: perchè no."

Alcide De Gasperi
"Un politico guarda alle prossime elezioni. Uno statista guarda alla prossima generazione."


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"Sarete sorpresa signora. Penso di aver paura del ridicolo."


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Il partito del golpe  Gianni Flamini.

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20 novembre 2009


MUNICIPIO VI, GIANLUCA SANTILLI NUOVO CAPOGRUPPO PD

MUNICIPIO VI, GIANLUCA SANTILLI NUOVO CAPOGRUPPO PD
Roma, 19 nov - «Gianluca Santilli è il nuovo capogruppo del Pd nel Municipio VI. Stamattina si è tenuta infatti la riunione del gruppo consiliare del Pd durante la quale si è proceduto alle votazioni che lo hanno visto eletto all'unanimità». Lo riferisce una nota del partito. «Mi sembra importante - ha dichiarato Santillli - che in questa scelta tutti i consiglieri abbiano saputo dare prova di unità e compattezza. È un segnale che serviva, e che servirà per dare corpo nei prossimi anni ad un lavoro attento e propositivo del gruppo consiliare. Sono convinto che il nostro Municipio potrà diventare sempre più punto di riferimento per un'azione di governo del territorio capace di costruire nella città un'alternativa al governo della giunta Aleamanno puntando a rafforzare, con un'azione costante ed incisiva, la dialettica democratica e consolidando un rapporto forte e solidale con le forze sociali e i cittadini per affrontare insieme i problemi della nostra città».
 

 


10 ottobre 2009


TANTI SALUTI AL SINDACO ALEMANNO DALL'ASSESSORE BORDONI

CONTINUA LA SERIE DEI "SALUTI DA ROMA".

Ad inviare di nuovo le cartoline al Sindaco Gianni Alemanno è sempre l'Assessore Bordoni che si ostina a non pensare minimamente ad un nuovo piano che regolamenti il commercio su aree pubbliche. Con il risultato, devastante, che a Roma ognuno fa quello che vuole.
Bè, non proprio ognuno...
Si tratta infatti sempre delle solite "famiglie" che hanno il monopolio delle postazioni nel Centro storico e che le occupano con i loro camion-bar, caldarrostai e bancarelle.
Dopo le scempio che ho foto-documentato questa estate con ben 5 postazioni fra il Colosseo e Piazza Venezia, siamo ancora in via dei Fori Imperiali dove i gestori di un camion-bar, evidentemente sentendosi protetti e tutelati da qualcuno in Campidoglio, hanno l'ardire di parcheggiare il loro mezzo proprio al di sopra delle strisce pedonali, occupandole per la quasi totalità e rendendo impossibile il passaggio dei pedoni.
Perchè ritengo che lassù in Campidoglio qualcuno li ami?
Si, perchè, sapete dove è stata scattata questa foto?
Davanti al parcheggio dei Consiglieri Comunali, a un centinaio di metri dalla postazione dei VV.UU. che regolano l'accesso alla salita del Campidoglio.
Ora, capisco (poco) che non si voglia regolamentare il commercio su aree pubbliche, capisco (sempre poco) che non si voglia disturbare il monopolio di queste famiglie, capisco (ancora meno) che quello dei camion-bar sia un business di centinaia di migliaia di euro l'anno, ma quello che veramente mi fa inorridire è il completo disprezzo delle leggi e delle Istituzioni, dipsrezzo che consente di parcheggiare quel mezzo sopara le strisce per 14 ore in barba a tutto e tutti, infischiandosene anche della presenza dei VV.UU. a pochi metri da loro con gli stranieri che ridevano guardando increduli la scena.
Sono queste le (s)regole che l'Assessore Bordoni vuole imporci?
Insomma, caro Sindaco, è questa la Roma che intendi regalarci?
Questa è l'idea di città che lei ha?
 

 


30 settembre 2009


«Se vuole un mio favore, s'impegni con patto di sangue a votarmi»

Bufera in Campidoglio sulla risposta di un consigliere comunale alla richiesta di aiuto di un cittadino.

DA IL CORRIERE DELLA SERA - CRONACA DI ROMA del 30.09.2009

ROMA - Una «censura formale». La chiede il capogruppo del Pd capitolino Umberto Marroni e con lui tutto il partito al presidente del Consiglio comunale Marco Pomarici per il consigliere Pdl Patrizio Bianconi dopo la mail di risposta inviata ad un elettore che gli chiedeva aiuto per dei cassonetti piazzati a caso in via Tacito.

«SVILENTE» - «Sarebbe svilente - risponde Bianconi - se un On. si dovesse occupare di cassonetti ... lei non comprende il senso né la ratio della Mia attività politica». La mail, pubblicata dal quotidiano Repubblica, ha scatenato una bufera in Comune. Anche perché il tono della risposta diventa più pesante via via scorrendola: «Io lavoro solo per chi mi vota in quanto faccio politica, non il missionario», quindi «o si impegna formalmente - stipulando un patto di sangue con il sottoscritto - a votare nel 2013 il sottoscritto... o se lei non è intenzionato non si rivolga alla mia persona».

IL SINDACO - Quando l'incartamento è arrivato nelle mani del sindaco grazie al cittadino indignato che glielo ha fatto avere, il sindaco di Roma Gianni Alemanno è saltato sulla sedia. E subito ha inviato una dura lettera di censura al consigliere Bianconi in cui ha definito le sue parole «inqualificabili» e ha invitato il presidente dell'Aula Pomarici ad «adottare tutti i provvedimenti del caso, incluse - ove possibile - sanzioni severe». Non solo. Nella sua lettera, Alemanno chiede di «mettere sotto osservazione l'attività di Bianconi perché comportamenti del genere non si devono ripetere o non saranno mai più tollerati». Nel frattempo, anche il signor Marcello Mancini, autore della lettera inviata al consigliere, ha pure presentato un esposto alla Procura della Repubblica. E lo stesso Pd capitolino chiede un intervento duro verso Bianconi definito «personaggio particolare» e soprannominato «Mangiafuoco» per il suo aspetto.

«OMBRA SU TUTTA LA POLITICA» - Inoltre, aggiunge Marroni, «stigmatizziamo questo modo di fare politica che getta una pessima immagine su tutta la politica». Il capogruppo del Pdl Dario Rossin dovrebbe incontrare mercoledì il consigliere onorevole Bianconi per chiedere lumi sulla sua lettera. Che gli avrebbe però già detto «Si è trattato di uno scherzo».

Il consigliere comunale del Pdl Patrizio Bianconi 








L'Onorevole Bianconi






 




19 settembre 2009


ARRIVANO LE RONDE A ROMA: UN INSULTO PER LA CITTA'

RONDE, SANTILLI (PD): «INSULTO PER CITTÀ» (OMNIROMA) Roma, 18 set - «Veder sfilare un fac-simile di una squadraccia fascista, in divisa, per le strade del Centro di Roma non è solo una carnevalata ma un insulto per la città di Roma, medaglia d'oro della Resistenza». A dichiararlo in una nota è Gianluca Santilli, membro dell'Esecutivo del Pd di Roma e Presidente della Commissione Sicurezza del Municipio VI. «Mi chiedo - aggiunge - se il Prefetto, il Questore ed il Sindaco fossero informati di questa manifestazione che assume i toni di una vera e propria provocazione tanto più che essa era guidata dal noto Gaetano Saia, già inquisito nel 2005 nell'ambito di un'inchiesta su una fantomatica 'polizia parallelà e rinviato a giudizio per propaganda di idee fondate sulla superiorità e l'odio razziale. Leggo che la presidente dell'associazione Guardia Nazionale Italiana attenderebbe disposizioni dal sindaco Alemanno per portare le proprie ronde in periferia. Spero solo si tratti di una boutade perché i cittadini delle nostre periferie non ne hanno bisogno. Tutto ciò è figlio di un clima creatosi in città che denunciamo da tempo. Il sindaco ed il prefetto intervengano rapidamente: i cittadini romani le ronde non le vogliono. Si pensi invece a rafforzare gli organici delle forze di polizia». red 181827


26 agosto 2009


ROMA: SANTILLI (PD), ATTACCO A QUBE SEGNO INCONFONDIBILE DI FRANGE ESTREME = OPPORTUNO APPROVARE LEGGE CONTRO OMOFOBIA

ROMA: SANTILLI (PD), ATTACCO A QUBE SEGNO INCONFONDIBILE DI FRANGE ESTREME = 'OPPORTUNO APPROVARE LEGGE CONTRO OMOFOBIÀ Roma, 26 ago. - (Adnkronos) - «I vili attacchi di questi mesi a persone omossessuali e l'attentato incendiario al Qube sono segnali inconfondibili di una deriva violenta proveniente da frange estreme, come dimostra anche il soprannome 'svastichellà dell'aggressore della scorsa notte, nei confronti della comunità Glbt». Lo dichiara Gianluca Santilli, membro dell'esecutivo del Pd di Roma. «È necessario un intervento unitario da parte delle istituzioni, delle società civile e delle associazioni per debellare un nuovo germe di razzismo». «Si approvi immediatamente - aggiunge Santilli - la proposta di legge contro l'omofobia, invece di aprire guerriglie demagogiche a mezzo di giornali tra organi politici e guidiziari che creano solo confusione, si promuovano interventi culturali e sociali, si dia vita ad un osservatorio speciale sui fenomeni di omofobia senza trascurare ogni tipo di violenza. Soprattutto si prendano le distanze con chiarezza e senza equivoci, con i fatti e non solo a parole». «Per questo inviterei il Sindaco Alemanno il prossimo anno a concedere il patrocinio al Gay Pride, cosa che non è accaduta nei mesi scorsi, ed evitare magari di patrocinare e finanziare associazioni di estrema destra come Casapound», conclude. (Scp/Ct/Adnkronos) 26-AGO-09 17:09


24 agosto 2009


GAY AGGREDITI: SANTILLI (PD), GRAVE GESTO INTOLLERANZA

Gravissimo gesto di intolleranza a Roma nei confronti di due omosessuali consumato nell'indifferenza dei presenti. Roma cambia, in peggio.



GAY AGGREDITI: SANTILLI (PD), GRAVE GESTO INTOLLERANZA (ANSA) - ROMA, 22 AGO - «Un grave gesto di intolleranza che trova terreno fertile nella cultura dell'odio del diverso». Lo afferma, in una nota, Gianluca Santilli, membro dell'esecutivo del Pd di Roma. «Una cultura che come città - aggiunge - dobbiamo respingere mediante interventi culturali e sociali per far sì che atti di violenza del genere non si ripetano, in quest'ottica credo sarebbe auspicabile che il Comune di roma si costituisse parte civile nel procedimento giudiziario affianco alle comunità glbt della capitale». «Voglio esprimere infine solidarietà - conclude - ai due ragazzi e ringraziare le forze dell'ordine per il tempestivo intervento».»  

23 AGOSTO "È assurdo che la violenza di ieri ai due ragazzi gay si è avvenuta nella totale indifferenza della maggior parte dei presenti. Oltre ad indignarci per l'atroce atto sarebbe il caso di chiederci in che società stiamo vivendo. Invece di ronde oggi sono ancora più convinto che abbiamo bisogno di realizzare interventi sociali e culturali nella nostra città contrastando senza se e senza ma chi diffonde la cultura dell'odio" ha affermato Gianluca Santilli, membro dell'Esecutivo del Pd di Roma.


5 agosto 2009


SALUTI DA ROMA - I CAMION-BAR DEL CENTRO STORICO - 1^ PUNTATA

Ieri sera ho fatto due passi su via dei Fori Imperiali. A parte il caos dovuto ai lavori (necessari) di risistemazione della pavimentazione, sono rimasto sbalordito da un fenomeno che, a giudicare dalle roboanti dichiarazioni elettorali di Alemanno, credevo in via di estinzione.
Già qualche mese or sono (era Natale) mi chiedevo in un’altra nota, che fine avesse fatto il “piano del commercio su aree pubbliche” del Comune di Roma. Così come mi chiedevo che fine avessero fatto gli urlanti titoloni de “Il Messaggero” che invocavano “la città delle regole” chiedendo la testa dell’Assessore al Commercio.
Allora non ricevetti alcuna risposta. Probabilmente, mi sono detto, l’Assessore BORDONI ed il Sindaco ALEMANNO saranno talmente presi dal lavoro di riscrittura di quel “piano” che non avranno avuto il tempo di rispondere. Così non ho insistito. In fondo sono lì solo da sei mesi.
Anche al “Il Messaggero” devono aver pensato la stessa cosa.
Adesso è passato più di un anno ed è tempo di denunciare cosa accade a Roma, in pieno centro, sotto al Campidoglio, in materia di commercio su aree pubbliche e in sede fissa.
Tornando quindi a ieri sera, è stato veramente divertente osservare gli slalom dei turisti fra le transenne dei lavori ed i camion-bar (per la maggior parte gestiti da una nota famiglia romana) parcheggiati vicino ai monumenti.
Bellissimo ed edificante vedere ben 4, dico 4, di questi orribili camion parcati in soli 800 metri, da Piazza Venezia al Colosseo. Uno davanti alla colonna che indica via dei Fori Imperiali, uno a piazza Venezia, davanti alla Colonna Traiana, uno a metà percorso e, dulcis in fundo, uno davanti al Colosseo, nei pressi dell’accesso alla Basilica di Santa Francesca Romana. E questi sono solo quelli di questo breve tratto, ma ve ne sono altri, molti altri.
Ora, capisco che ad Agosto molti giornalisti sono sicuramente in ferie, ma il sindaco ALEMANNO e l’Assessore BORDONI non passano mai per via dei Fori Imperiali? E loro, di grazia, non si indignano profondamente nel vedere questi orribili camioncini parcheggiati nei pressi dei monumenti più belli del mondo?
Davvero non è possibile varare un nuovo “piano del commercio su aree pubbliche” che faccia letteralmente sparire quei camion dalle vicinanze dei monumenti? Che fine ha fatto quello approntato nella scorsa consiliatura di concerto con le soprintendenze?
Davvero non li ha notati nessuno questi camioncini?
Può darsi. Allora ho deciso di aiutare il Sindaco, l’Assessore al Commercio e la Giunta tutta.
Come? Con delle bellissime cartoline come quelle riportate di seguito a questa nota.
“Saluti da Roma”, come si faceva una volta, prima dell’avvento della posta elettronica.
Queste sono le prime 5. Mi scuseranno per la qualità delle immagini ma avevo solo il cellulare con me e la luce era scarsa. Per il futuro mi munirò di fotocamera e per le prossime puntate vi fornirò del materiale di qualità. Già perché ve ne saranno altre di puntate. Vi parlerò della nascita di centri commerciali nel Centro Storico, della trasformazione di un cinema in area commerciale e di molto altro. Con tanto di foto.
Così nessuno potrà dire di non aver visto.
Gianluca Santilli
 


3 agosto 2009


ROMA CHIEDE UNA SVOLTA

Cari amici,
vi segnalo un interessante articolo del Cons.Giulio Pelonzi dal titolo "Roma chiede una svolta", avente per oggetto la realtà romana del PD nella fase precongressuale, pubblicato dal quotidiano EUROPA, sabato 1 agosto 2009.



La lettura della realtà fornita dal direttore nel suo editoriale “Roma, dal miracolo all’incubo” non è conforme a quanto – da consigliere comunale – percepisco stia accadendo a Roma.
Il punto di partenza dell’analisi è condivisibile.
“La fusione è un valore”. Se lo è mi chiedo perché è giudicato negativamente chi ha il coraggio di lasciare le aree di provenienza per gettare davvero le basi di un nuovo partito? Il valore delle contaminazioni e il ricambio della classe dirigente dal basso non deve e non può essere letto come lotta di potere.
Oltre il danno anche la beffa: essere additati prima come la causa del fallimento di un progetto e poi come dei “traditori”.
Il flop elettorale ha come causa la crisi e la decadenza del modello Roma che è imputabile a molti elementi non identificabili solo nella figura del candidato a sindaco o nell’abbandono di Veltroni – percepito erroneamente come tradimento dai cittadini – e neanche però nella considerazione che il Pd di Roma «sia nel suo insieme un partito condizionato dalle logiche di potere», visto che fino ad oggi è stato gestito direttamente dal livello nazionale.
È proprio la mancanza di autonomia decisionale che ha portato i gruppi dirigenti romani che vedono nel Pd disegnato come partito federale, radicato nei territori e nella selezione della classe dirigente dal basso, un’occasione per mettersi in gioco e per ricostruire quei punti di forza che per molti anni ci hanno fatto governare la città di Roma. Sono queste considerazioni, tutte politiche, che si ritrovano nella mozione Bersani, a spingere un gruppo dirigente, finora schiacciato da logiche di potere, a liberarsene.
Oggi è la città tutta che rifiuta quelle leadership e quei modelli e che ci sta chiedendo il cambiamento che stiamo attuando.
L’efficacia della nostra azione di opposizione al sindaco Alemanno può sicuramente essere migliorata a patto che sia raggiunta una piena autonomia della classe dirigente romana rispetto ai programmi e ai progetti ereditati dal passato, oggi non più condivisi, e che si organizzi un partito in grado di portare fuori dall’aula Giulio Cesare, nelle piazze e nelle strade della città, le battaglie che da istituzionali devono diventare sociali.
Credo fortemente che la politica di prossimità sia l’elemento determinante per la ripresa del partito a Roma e per alimentarla bisogna dare nuova forza al sistema dei circoli e maggiore dignità alla figura dei militanti.
Luoghi e persone che rappresentano il partito tutto e che esistono a prescindere dal circuito dei media. A loro spetta una prima elaborazione dei problemi legati ai territori perché li vivono quotidianamente.
A loro deve essere garantito il diritto di scegliere chi li rappresenta, senza trovarsi di fronte a chi “viene calato dall’alto”.
Spetta a queste persone il coraggio del cambiamento e il compito di disegnare il nuovo Partito democratico del futuro.
Auspico che si formi nel tempo una nuova area culturale e una nuova classe dirigente, non sulla base di filiere più o meno nobili, ma su un nuovo progetto per la città che, dalle ceneri del modello Roma, alimenti il fuoco dell’opposizione ad una destra che rischia di portare la città ad un nuovo Medioevo.

Giulio Pelonzi*

*consigliere comunale del Pd di Roma
 


28 aprile 2009


ROMA MERITA DI PIU'


26 aprile 2009


UN ANNO DI GIUNTA, UN (ALEM) ANNO SENZA IDEE...

Potremmo riassumere così: un anno vissuto pericolosamente.
Ovviamente per i cittadini romani.
Ma, pensandoci bene, di quale pericoli parliamo? Se non fosse per i rigurgiti neofascisti, per i tentativi di riorganizzarsi di alcune pericolose formazioni, per il resto non ci siamo accorti di nulla.
Allora forse è meglio parlare di un anno senza idee, anzi senza un'idea.
Di quale idea parlo? Di quella di una città.
Riflettevo su questo primo anno di amministrazione Alemanno. Ed ho capito questo: loro non hanno un'idea di città. Privi di uno straccio di pianificazione, incapaci di programmare il futuro di una Capitale europea che trattano alla stregua di una qualsiasi piccola provincia.
Questo è il pericolo cui accennavo sopra.
In tutti i campi, dalla cultura, all'urbanistica, ai servizi sociali, non si è vista un'idea nuova o comunque diversa da quelle precedenti. I cantieri sono bloccati, le grandi opere annullate. Senza una strategia per combattere la crisi economica i commercianti e le piccole imprese sono costretti a chiudere.
L'unica azione di governo è stata il sistematico smantellamento di un modello che aveva comunque proiettato Roma fra le principali capitali europee e fra le prime città italiane per qualità della vita e prodotto interno lordo.
Sapevo già che avrebbero fatto questo ma pensavo che almeno avessero un'idea verso cui dirigersi, un progetto da realizzare. Ora invece mi accorgo che dietro tutto ciò non c'è nulla se non la volontà di sostituire i fornitori di servizi, i capi dipartimento, i CdA, le associazioni cuturali, le imprese edili, le cooperative, le società di servizi con altri/e ritenute più "vicine" all'Amministrazione capitolina.
Tutto qui.
L'unica vera inversione di tendenza l'abbiamo vista nel campo della cultura e, soprattutto, della memoria storica. Qui si sono viste idee diverse. Siamo passati dalle bislacche proposte del "parco a tema", passando attraverso la F1, per giungere alle celebrazioni del Futurismo. Abbiamo assistito ad una fiera dell'Arte Contemporanea che è stata solo un grande insuccesso ed abbiamo visto finanziare progetti per il Carnevale ed il Natale di Roma che sinceramente hanno lasciato ben poco ai romani. Il sistema dei "teatri di cintura" ha visto il suo epilogo e l'Estate Romana sarà considerevolmente ridimensionata.
Di contro non riesco a ricordare una sola iniziativa degna di nota.
Si procede "navigando a vista" senza un "piano di volo" e si producono enormi strafalcioni come riconoscere il patrocinio a iniziative di neonazisti o proibire la proiezione di un film come "G8/2001" in una sala cinematografica.
Le poche delibere prodotte riguardano solo provvedimenti "spot" di nessuna utilità per i cittadini come il c.d. "antiborsoni", il divieto di vendere alcool dopo le 21 o i cornetti di notte.
Per i mondiali di nuoto ci aspettavamo nuove infrastrutture... che non arriveranno mai a giudicare dai pochi cantieri desolatamente vuoti.
Ed eccoci qua. Siamo al primo compleanno della Giunta Alemanno.
Un compleanno da festeggiare mestamente. Siamo partiti dai saluti fascisti sulle scalinate del Palazzo Senatorio e siamo giunti ai battibecchi sul fascismo con il Sindaco di Parigi.
In mezzo, nulla.

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