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Piazza Fontana. La verità su una strageLaurent Frederic, Calvi Fabrizio

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25 luglio 2009


ESTATE ROMANA... SPARITA?

ESTATE ROMANA... SPARITA? di Giuseppe Prosperi

Mi sembra una estate romana in tono minore quest’anno. Non so, ho l’impressione di vedere meno gente in giro. Forse la crisi, gli stupratori seriali che infestano la capitale o forse c’è solo una carenza qualitativa di offerta. Una situazione questa che si è già delineata da qualche anno e che oggi la nuova Giunta, con la sua, direi inevitabile, avversione culturale verso l’estate romana ha ulteriormente accentuato. Assistiamo, quindi, ad una offerta che pur quantitativamente alta è sempre più “caciarona” e sbracata e sempre più lontana da quello che era il primigenio spirito dell’estate romana, della gente in piazza, della cultura offerta, gratis o quasi, a tutti.
In questo panorama desolante, mi è capitato di imbattermi in un evento di assoluto livello.
Nel parco di Villa Gordiani, nel  VI municipio, è iniziato ieri il 2° Festival di Teatro Popolare. In questo giardino di periferia sono saliti sul palco, uno alla volta 5, strumentisti di grandissimo valore. Entra quasi in punta di piedi una ragazza con il suo violoncello ed inizia ad intonare il primo tango, è seguita, di lì a poco, da una viola e poi di seguito due violinisti (Quartetto Meridies). Su questa “montatura” ad arco si va ad incastonare, quasi fosse una gemma preziosa, la fisarmonica di Pasquale Coviello. Ed il tango di Piazzolla inizia a sprigionare tutta la sua forza sofferente tra la platea. E, come se non bastassero questi cinque artisti rigorosamente vestiti di nero, ecco che sul palco si affaccia un insospettabile Alessandro Haber. Vestito di bianco (quasi a sottolineare il suo ruolo di voce recitante ed a tratti di chansonnier).
Insospettabile Haber dicevo, perché, scusate l’ignoranza, sono abituato ai suoi bei ruoli di attore comico in cui spesso impersona personaggi perdenti e falliti.
Sono rimasto colpito, sedotto e affascinato dalle sue capacità di interprete drammatico. Una voce potente, roca, profonda che recitava, quasi cantando, testi di Borges. Una voce ispida, dura ed una poesia dolce che grazie anche alla struggente musica di Piazzolla, ti entrava vibrante come una freccia nel corpo per andarsi a ficcare dritta diritta nell’anima.
La platea, sulle prime un po’ intimidita e sorpresa dalla difficoltà dei pezzi e delle liriche, è stata poco a poco conquistata e sedotta dagli artisti in bianco e nero presenti sul palco, da tanghi e milonghe di inarrivabile bellezza, e da versi bellissimi e struggenti. Non si sa se i versi siano stati scritti per quella musica o la musica per quei versi.
Insomma una proposta davvero intelligente, colta, profonda, pensata e pensante, eppure godibile e fruibile anche per non addetti ai lavori e quindi autenticamente popolare.
Credo che sia proprio questa la strada per recuperare lo spirito vero ed il senso profondo dell’estate romana, così come il suo, ormai remoto, fondatore (Nicolini) la ideò e che purtroppo trova sempre meno interpreti all’altezza e sempre più bancarelle piene di cianfrusaglia e pessimi ristoranti a cielo aperto.
Lo spettacolo di ieri avrebbe dovuto essere molto più pubblicizzato ed avrebbe meritato, senza nulla togliere al bel parco di Villa Gordiani, una cornice molto più importante riservata, al contrario, ad eventi spesso mediocri.
Dietro a tutto ciò c’è la mano di una piccola associazione culturale “Sapere Aude Roma” che, se questo è il livello delle sue proposte culturali, andrebbe senz’altro seguita con maggiore attenzione ed aiutata a crescere.
Se vi capita di imbattervi in questo spettacolo non perdetelo e, se queste sono le premesse, non perdiamoci nemmeno il festival di teatro popolare del Pigneto che promette di rappresentare una piacevole eccezione nel panorama dell’offerta culturale della città.
Vi segnalo in particolare, domenica 19, Simone Cristicchi con i “Canti di miniere, Amore, vino e Anarchia” accompagnato dal coro dei minatori di Santa Fiora.
Ah dimenticavo… è tutto gratis!

Giuseppe PROSPERI


5 febbraio 2009


IL VI MUNICIPIO LANCIA LA SFIDA AD ALEMANNO SUL PACCHETTO ANTICRISI

A proporlo è il Gruppo Consiliare municipale del PD nei confronti del Sindaco, affinché valuti la possibilità di includerle nel bilancio del Comune

Un pacchetto anticrisi per affrontare le difficoltà della particolare congiuntura economica. A proporlo è il Gruppo Consiliare del Partito Democratico del VI municipio nei confronti del Sindaco, affinchè valuti la possibilità di includere in bilancio alcune misure di natura economica ed amministrativa. Dopo la mancata richiesta del Sindaco di una proposta dei Municipi sul bilancio, misura questa mai presa negli ultimi 20 anni, il VI Municipio ha approvato ugualmente una sua proposta ed ora rilancia. La mozione prevede interventi di defiscalizzazione con tessere di libera circolazione Metrebus-card gratuite e riduzione della tassa sui rifiuti per i meno abbienti, dei costi presso le farmacie comunali dei medicinali da banco e di quelli essenziali, gratuità dei servizi offerti dagli sportelli anagrafici per coloro che hanno un reddito inferiore ai 20mila euro, e riduzione di 0,2 punti percentuali dell'addizionale comunale per chi ha un reddito inferiore a euro 20mila e di 0,4 punti percentuali per reddito inferiore a 10mila euro. La proposta del PD include, inoltre, provvedimenti di incentivo come uno studio di fattibilità relativo all'istituzione dei redditi di salario minimo garantito quale ammortizzatore sociale per i cittadini che si ritroveranno senza un lavoro a causa della crisi, provvedimenti di incentivazione al lavoro con appositi sportelli informativi attivati presso i municipi e aiuti alle imprese con l'inasprimento dei controlli antiusura e agevolazioni fiscali per le imprese di nuova apertura che creino nuovi posti di lavoro. Insomma una proposta rivoluzionaria che suona come una vera e propria sfida al Sindaco Alemanno. L’estensore e primo firmatario della proposta, il Consigliere Gianluca Santilli dice “Ci pare che questa amministrazione proceda a “strappi” senza una vera e propria idea di Città. Noi questa idea ce l’abbiamo e si tratta di un’idea di città responsabile, solidale, aperta a tutti e chiusa a nessuno. Il Sindaco con i suoi provvedimenti “sicurezza” sta creando 2 città: una per i romani e un’altra per gli emarginati. Per questo abbiamo ideato questo ‘pacchetto anticrisi’ perché crediamo che in questo momento di difficoltà dobbiamo tutti procedere a fattor comune nella medesima direzione per aiutare chi sente e sentirà particolarmente la crisi economica”. Dal canto suo il Presidente Giammarco Palmieri ha tuonato contro il Sindaco: “E’ la prima volta che l’amministrazione comunale decide di non tener conto delle proposte dei Municipi. Si è rotto un rapporto che durava da anni, si è prodotta una frattura che avrà effetti devastanti sui cittadini. In questo modo intendiamo rispondere al Sindaco Alemanno.”. C’è anche chi, come il Consigliere Angelo Callocchia, intende chiedere al Presidente della Regione Marrazzo di prendere delle misure per agevolare i meno abbienti nelle spese sanitarie e parla apertamente di “truffa” in riferimento alla Social Card.
“Si tratta di un pacchetto che intende rispondere alle esigenze dei cittadini, affinché possano affrontare questo periodo di crisi, perché quanti con reddito inferiore ai 20mila euro possano superare questo momento più serenamente», ha detto Carlo Infante, capogruppo Pd del VI municipio. Un pacchetto di norme che vuole essere una risposta alla mancata richiesta di parere - peraltro non vincolante - dei municipi da parte della Giunta Alemanno, come ricorda Infante: «Il fatto che la Giunta non abbia consultato i municipi per avere una proposta è gravissimo. Per la prima volta in 15 anni il comune di Roma non ci consulta per sapere in concreto quali siano le esigenze dei cittadini».

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